Duomo gremito per la conversione dell’innominato

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Venerdì 4 marzo si è tenuto il secondo appuntamento del vescovo Massimo con i giovani in Cattedrale.

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La registrazione video della serata del 4 marzo può essere richiesta al Centro diocesano Comunicazioni Sociali scrivendo a redazione@laliberta.info in formato file mp4 (al costo di 3 euro) oppure in DVD (costo 5 euro).

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Se al centro del primo incontro con i giovani in questa Quaresima dell’Anno santo monsignor Camisasca aveva posto la conversione di Alessandro Manzoni, nella serata di venerdì 4 marzo in Cattedrale è stato protagonista il cambiamento di vita di una delle figure più importanti dei “Promessi Sposi”, quella dell’innominato.

Il Vescovo, dopo una rapida sintesi delle vicende del romanzo che precedono l’incontro con questo personaggio, lo ha descritto come un signore “selvaggio”, nel senso di feroce ma anche di selvatico e solo, con una straordinaria forza posta però al servizio di una crudeltà efferata, un uomo che da molti anni seminava il terrore dall’alto del suo castellaccio in cima a una valle inospitale. Questa perversione lo indusse ad accettare la richiesta di Don Rodrigo di rapire Lucia Mondella, la giovane promessa in sposa a Renzo Tramaglino, con la complicità della monaca di Monza. Quando l’innominato vede a fondo valle la carrozza che trasporta la donna rapita, è tentato di farla procedere subito alla volta del palazzo di Don Rodrigo, ma decide di inviarle una serva per farle coraggio, quindi di farsi riferire dal Nibbio lo svolgimento dei fatti. Il bravo confessa all’oscuro signore un insolito turbamento di fronte alla sofferenza della ragazza. Questa reazione, ha ricordato monsignor Camisasca, accentua l’uggia e il senso di fastidio dell’innominato, che inizia a percepire il suo passato di scelleratezze come una macchia. Ed ecco il centro del racconto: l’innominato sceglie di andare a vedere Lucia; lei, disperata, lo supplica di liberarla, affermando che per un’opera di misericordia Dio perdona tante cose. Proprio le parole di Lucia, con la sua umiltà e la sua determinazione, ha sottolineato il Vescovo, hanno la capacità di mutare il male in un nuovo inizio di bene.

La notte dell’innominato, immediatamente dopo quel colloquio, è tremenda: vive la rabbia per l’inusuale pietà che ha provato per Lucia, la paura della morte e l’angoscia per una vita di violenze che ormai vede ingiustificabili; giunge quasi a spararsi. Ma qui lo assale un’ulteriore disperazione, cioè l’idea di una vita dopo la morte, a cui neppure il suicidio può porre rimedio. Il pensiero di Dio si fa largo nel tormento, e lo spingerà l’indomani a chiedere un incontro al cardinale di Milano, l’arcivescovo Federigo Borromeo, in visita pastorale. Sarà l’esperienza che porterà a compimento la conversione dell’innominato, innescata dalla confidenza in Dio di Lucia.

Al termine della catechesi, il Vescovo ha risposto ad alcune domande e poi ha impartito il mandato agli animatori del gruppo “Giovani e Riconciliazione” e ai missionari di strada di “Nuovi Orizzonti”, impegnati nell’iniziativa “24 ore per il Signore”; la Cattedrale è rimasta aperta fino all’una di notte per la preghiera di adorazione e le confessioni.

L’ultimo incontro sulla misericordia nei “Promessi Sposi” è in programma venerdì 11 marzo.

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