Una Città alla Porta Santa

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Grande partecipazione alla liturgia giubilare di domenica 28 febbraio: erano in cammino le parrocchie e unità pastorali di Reggio e Bagnolo

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Anche il cielo si mostra “misericordioso”, domenica 28 febbraio a Reggio Emilia, e tra la pioggia del mattino e quella della sera concede alcune ore pomeridiane di tregua, così l’accoglienza dei circa duemila pellegrini del Vicariato Urbano può regolarmente svolgersi all’aperto, tra il sagrato e la piazza della Cattedrale. Molti hanno compiuto soste intermedie lungo il cammino, come ad esempio i viandanti del centro storico, con i loro foulard bianchi al collo o sulle spalle, che hanno sostato alle “locande del buon Samaritano”, ossia la Casa della Carità di San Girolamo, il Centro di ascolto Caritas di via Squadroni e la Mensa del Povero in vescovado.
In piazza si comincia addirittura con due minuti di anticipo sulle quattro, con l’omaggio cantato a Maria, patrona del Duomo (“È l’ora che pia”), seguìto dal saluto di don Giuseppe Dossetti, vicario di una Città che, quanto a dimensioni e forze in campo, racchiude una Chiesa veramente attiva (si veda a fianco).
Nelle sue parole don Giuseppe richiama l’atteggiamento fondamentale del pellegrino, quella “umiltà di chi sa di avere bisogno del perdono di Dio”. Gli risponde il Vescovo: “Sento dentro di me un raggio della commozione di Gesù”; è Lui che, aggiunge il pastore diocesano, ci chiama per ristorarci, per restaurarci, per renderci nuovi e, a nostra volta, attori di misericordia.

Continua a leggere l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 5 marzo

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