Grande successo per la mostra “Officine Reggiane”

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Con  10.927 visitatori in 71 giorni di apertura da dicembre 2015 a febbraio 2016, si è conclusa ieri allo Spazio Gerra,  Officine Reggiane. Archivio Storico Capitolo 1, la prima di una serie di mostre che accompagnano il lavoro di riordino e restauro dei materiali presenti nell’Archivio della storica azienda metalmeccanica.

Sono numeri rilevanti, che testimoniano l’alto grado di partecipazione e interesse che la Grande Fabbrica – fondate nel 1901 e per oltre un secolo cuore della cultura del lavoro, dello sviluppo economico, della crescita sociale e dell’innovazione tecnologica a Reggio Emilia, le Reggiane furono nella loro massima espansione la quarta industria italiana, dopo Fiat, Breda e Ansaldo, con più di 11.000 dipendenti – continua a suscitare nella memoria, nella coscienza collettiva e nell’educazione.

Un ‘Capitolo 1’ che – altri numeri servono per delineare meglio l’impatto dell’iniziativa – ha coinvolto 19 soggetti, quattro pubblici e 17 privati; ha generato 21 visite guidate con 512 visitatori di cui 431 studenti; 97 bambini ai Laboratori creativi; 10 eventi con 37 fra relatori, artisti e testimoni del lavoro; numerose testimonianze lasciate scritte dai visitatori su guestbook (libro degli ospiti) dello Spazio Gerra.

Di particolare interesse, sullo stesso piano del coinvolgimento della città, il numero dei donatori: 18 i contatti avuti con persone che hanno donato all’Archivio o intendono donare materiali.

Basterebbe questo – ma conta ancor di più, il valore di storia industriale e sociale che l’Archivio storico delle Reggiane racchiude – per continuare il discorso, cioè il lavoro di ricerca, riordino, restauro ed esposizione, per realizzare un ‘Capitolo 2’ che è già in cantiere. Con la collaborazione dei diversi soggetti istituzionali e scientifici sin qui impegnati: Comune di Reggio Emilia/Biblioteca Panizzi, Sovrintendenza Archivistica dell’Emilia-Romagna, Istituto centrale per gli Archivi, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Fondazione Its Maker, Istoreco e Spazio Gerra, con il rilevante sostegno economico di Iren spa.

‘Officine Reggiane. Archivio Storico Capitolo 1’ ha costituito un momento importante nel processo di restauro e valorizzazione dell’Archivio delle Officine Reggiane per una “riappropriazione dell’identità di questa importante area industriale, nella convinzione che trasmettere un’eredità culturale che emerge dall’ascolto della storia dei luoghi e dalla memoria delle persone che li hanno vissuti, sia parte fondante della costruzione di una visione condivisa di futuro”, scrive il sindaco Luca Vecchi nella premessa al catalogo (scaricabile gratuitamente online), dove sottolinea lo stretto legame tra questa memoria collettiva e la cornice strategica della città contemporanea, in cui si inseriscono gli interventi strutturali di riqualificazione e rigenerazione urbana dell’Area Nord.

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PRIMO OBIETTIVO RAGGIUNTO – Con la mostra si è inteso fornire un excursus sulle diverse tipologie di materiali presenti nel vasto archivio delle Officine Reggiane: materiale fotografico a partire dagli anni Trenta fino agli anni Novanta, disegni tecnici, cartelle personali, modelli e plastici di progetti, arredi e oggetti, documenti contabili e amministrativi, testimonianze orali. Quello che ne è emerso è stato un percorso espositivo che ha puntato a valorizzare la forza documentaria di ogni singola testimonianza, rinunciando il più possibile al commento – che fosse di carattere storico, tecnico o sociale – per lasciare che ogni singolo documento parlasse in modo diretto al visitatore.

Un approccio, questo, che si è dimostrato efficace, poiché la storia delle Officine Reggiane è parte della storia della quasi totalità delle famiglie reggiane, che hanno partecipato numerose come a sfogliare un “album di famiglia” collettivo.

GIOVANI, IMPRESE, DIDATTICA E PERFORMANCE – I visitatori di Officine Reggiane – Archivio storico, capitolo 1 hanno preso parte anche a 10 eventi collegati all’esposizione, incontri di approfondimento a cura di Istoreco e in collaborazione con l’Archivio digitale Reggiane dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, oltre a concerti e performance curati da Spazio Gerra, occasioni di rilettura della storia delle Reggiane attraverso il lavoro di artisti e creativi, spesso anche giovanissimi che hanno fatto rivivere la storia della fabbrica attraverso linguaggi contemporanei.

Soprattutto per le nuove generazioni è stato pensato, insieme con l’approccio espositivo, anche il programma di eventi ed incontri, comprensivo di un’ampia e diversificata offerta didattica.

Nei tre mesi di durata dell’esposizione sono stati 431 gli studenti coinvolti, tra quelli delle scuole superiori, delle scuole di italiano per stranieri e dell’Università del tempo libero. A questi si aggiungono i 97 bambini, dai quattro ai dieci anni, che hanno partecipato ai Laboratori creativi.

Si aggiungono poi i partecipanti al progetto di innovazione sociale Officine Reggiane XX Secolo – Cent’anni di lavoro a Reggio Emilia promosso da Museum Reloaded, con la collaborazione di Biblioteca Panizzi e Istoreco, aperto alle scuole secondarie di secondo grado di Reggio Emilia, per attivare laboratori di approfondimento e rilettura creativa dei materiali dell’Archivio storico delle Officine Reggiane e del contesto sociale ed urbano in cui gli stabilimenti sono inseriti. Al Tecnopolo, nel quartiere Santa Croce e allo stesso Spazio Gerra, hanno partecipato a questo progetto 15 studenti delle classi quarte e quinte dell’indirizzo grafico dell’Istituto superiore Blaise Pascal; 39 studenti delle classi quinta F e quinta G dell’Istituto superiore Chierici; 105 studenti delle classi quinte A, B, C e D dell’Istituto superiore Filippo Re. Inoltre, i ragazzi del Gruppi educativi territoriali (Get), che hanno preso parte a un laboratorio di progettazione e riqualificazione dell’area Reggiane.

Rilevante è stata infine la collaborazione con la Fondazione Its Maker e il lavoro svolto dagli studenti del corso di specializzazione “Tecnico in sistemi meccatronici”, che hanno curato direttamente e allestito un’esposizione dedicata ai materiali d’archivio messi a disposizione dalle aziende reggiane del settore meccanico e meccatronico: Argo Tractors (Landini), Bema – Elettric80, Brevini Power Transmission, Bucher Hydraulics, Comer Industries, Corghi, Kohler Engines (Lombardini), Walvoil (Interpump Group). Da novembre 2015 gli studenti di Its Maker, guidati dallo staff di Spazio Gerra, hanno seguito le fasi di allestimento della mostra dedicata all’Archivio storico delle Officine Reggiane e intrapreso un percorso di studio volto alla scoperta e alla presa di coscienza della storia industriale del territorio e delle soluzioni più efficaci per raccontarla con gli oggetti di carattere storico e i prodotti più tecnologici in un naturale processo di continuità con la storia delle Officine Reggiane.

Le aziende socie della Fondazione Its Maker hanno aperto i propri archivi agli studenti, offrendo materiali e interviste per arricchire i loro progetti espositivi. Gli studenti hanno così potuto toccare con mano il significato ricoperto dalle Reggiane nel dare avvio a quello che oggi è un tessuto imprenditoriale diffuso e radicato nella provincia di Reggio Emilia, raccogliendo fra l’altro le interviste ad alcuni dei fondatori delle aziende.

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VALORIZZAZIONE DELL’ARCHIVIO STORICO DELLE REGGIANE – L’Archivio storico delle Officine Reggiane consiste attualmente in una documentazione descritta di 3.338 unità: volumi, fascicoli, carte progettuali e amministrative, che compongono uno spaccato senza pari della storia dell’industria, del lavoro, dell’innovazione tecnologica, dell’economia e della società di Reggio Emilia e dell’Italia nel Novecento.

Acquisito nel 2010 dal Comune di Reggio Emilia, l’Archivio è stato dichiarato di interesse storico dalla Soprintendenza Archivistica dell’Emilia-Romagna e comprende una vasta tipologia di materiali che coprono un secolo di storia industriale reggiana. In seguito all’acquisizione, è iniziato un percorso di recupero dell’Archivio, conservato nel Polo archivistico del Comune di Reggio Emilia, nei Chiostri di San Domenico. Il riordino e la catalogazione sono stati svolti dalla cooperativa ‘Le pagine’. Dalla primavera 2014, la prima sezione dell’Archivio, che abbraccia un arco cronologico dal 1904 al 1994, è consultabile dal pubblico. Si tratta di una prima fondamentale fase del progetto di recupero complessivo dell’Archivio storico Reggiane, costituita da 3.355 unità archivistiche riunite in 880 nuovi contenitori, il tutto per una dimensione di 114 metri lineari. Rimangono infatti ancora parti importanti da riordinare: il settore dei progetti aeronautici ‘Avio’, di cui è stato avviato nel 2015 un primo recupero, la Direzione commerciale, quella del Personale e parte dell’Ufficio tecnico. Tutto questo materiale è già stato posto in condizioni di sicurezza e attende la sua definitiva collocazione.

Nel prossimo quinquennio è prevista l’istituzione di una sede espositiva dedicata nel quadro dei programmi di riqualificazione dell’Area Nord. In questo quadro è da sottolineare anche l’importante lavoro parallelo che sta svolgendo l’Archivio digitale Omi Reggiane dell’Università degli studi di Modena e Reggio, che troverà collocazione all’interno del più ampio Archivio storico.

La valorizzazione dell’Archivio è resa possibile dal contributo di Iren.

I testi e alcune immagini della mostra sono stati raccolti in una pubblicazione scaricabile gratuitamente online sul sito internet dello Spazio Gerra:

http://www.spaziogerra.it/2016/02/16/officine-reggiane-archivio-storico-cap-1-il-catalogo/

 

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