Questione di cuore

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Osa credere che c’è
un canto nel tuo cuore.
Osa credere nei tuoi desideri.
Finché hai il coraggio di credere,
niente potrà impedirti
di giocare il ruolo che vuoi.

Troppe persone si tirano indietro
un momento prima di realizzare i propri sogni.

Josei Toda

Giocare a calcio è anche una questione di cuore. Se l’approccio alla partita richiede intelligenza e attenzione, per giocare al meglio bisogna anche metterci cuore. Del resto è un po’ come nella vita di tutti i giorni: ogni cosa che facciamo, se intrisa di sentimento e di passione, ha un gusto e un’importanza unica. Se nell’indossare la maglia della propria squadra prima di scendere in campo non si prova un brivido allora significa aver scelto lo sport sbagliato. Questa non è una maglia come tutte le altre: questa maglia è un po’ come se fosse una seconda pelle o addirittura è come se fosse la donna che si ama. Ogni domenica si rinnova l’appuntamento con lei, con l’unica capace di farti battere il cuore più forte. La trepidazione per l’incontro, gli occhi traboccanti di sogni: di fronte non apparirà  una donna qualsiasi, ma lei, l’unica, la più speciale, quella per cui sembra che tutto abbia un senso. Questo si chiama amore. Forse la parola più pronunciata in assoluto e forse quella a cui non si dà mai il vero significato. Amore deve esserci anche nel momento in cui il mister comunica il numero di maglia che si sta per indossare. Se è amore l’anima urla di gioia scatenandosi in un ballo forsennato fatto solo di emozioni. Questo significa indossare la maglia della propria squadra.  Per la maglia si scende in campo ogni domenica: come in un duello è l’onore per i propri colori sociali che bisogna difendere in questo tenzone sul rettangolo verde.

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Viviamo in un periodo in cui sembra non esserci più spazio per i sognatori e per i romantici. Siamo mercenari al soldo di questo o quell’interesse e sembra che tutto possa avere un prezzo.

Oggi sembra che si possa comprare tutto: il successo, la bellezza, la fama e anche l’amore. Ma amare richiede sacrificio, impegno, costanza nell’affrontare ogni giorno una routine che sembra schiacciare e soffocare. Il grande nemico dell’amore è quel doping chiamato illusione: l’illusione del tutto subito e facile da avere. O quella di spingersi ai limiti della propria vita a caccia di questa o quella forte emozione. L’emozione più grande è invece insita nei nostri cuori: che sia una maglia da calcio, che sia un sogno, che sia una donna… l’amore è un sentimento che va coltivato quotidianamente: irrigato contro la siccità dell’abitudine, concimato contro il pericolo della tentazione, protetto contro le tempeste dell’individualismo e di quel quieto vivere che sembra anestetizzare la vita di ognuno.

Indossare quella maglia deve essere un’ambizione: è cosi che alla domenica si scende in campo per giocare la propria partita. Ed è cosi che quotidianamente si affrontano le sfide più importanti che la vita ci chiama a vivere.

Per i miei ragazzi sogno una rivoluzione degli ideali in cui ciò che hanno nel cuore prenda il sopravvento in modo che non rinuncino mai un attimo prima di realizzare i loro sogni.

Per commentare la rubrica scrivi a matteo.daolio@laliberta.info

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