Manzoni fa il pieno

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Dopo il partecipato incontro del 26 febbraio, il Vescovo incontra di nuovo i giovani in Cattedrale venerdì 4 marzo sul tema “Lucia: Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia!”

L’incontro sarà trasmesso in diretta tv su Medianews (canale 10) dal Centro diocesano per le Comunicazioni sociali.

Di seguito le foto della prima serata.

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La registrazione video della serata del 26 febbraio può essere richiesta al Centro diocesano Comunicazioni Sociali scrivendo a redazione@laliberta.info in formato file mp4 (al costo di 3 euro) oppure in DVD (costo 5 euro).

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La Cattedrale di Reggio Emilia era davvero stracolma la sera di venerdì 26 febbraio per il primo dei tre incontri che il vescovo Massimo Camisasca dedica ai giovani, nella Quaresima dell’Anno santo straordinario, sotto il titolo generale “La misericordia nei Promessi Sposi”.

L’iniziativa, promossa per il quarto anno consecutivo dal Servizio diocesano per la Pastorale Giovanile, continua a suscitare partecipazione e interesse.

Nella serata di venerdì, aperta e conclusa dai canti proposti da insegnanti e allievi dell’Istituto diocesano di Musica e Liturgia, monsignor Camisasca ha presentato il tema “La misericordia nella vita di Alessandro Manzoni”. La biografia del grande scrittore milanese è stata ripercorsa in modo essenziale: dalla nascita, avvenuta il 7 marzo 1785 in una famiglia illustre sia dal punto di vista sociale che intellettuale, alla formazione giovanile, avvenuta in collegi religiosi secondo i voleri paterni. Proprio la rigida educazione confessionale portò il giovane Alessandro a reagire con atteggiamenti anticlericali e con un precoce razionalismo, che si consolidarono nei suoi rapporti con i circoli illuministi milanesi, prima, e con gli ambienti culturali parigini, poi.

Monsignor Camisasca ha descritto Manzoni come un orfano di fatto, paragonandolo a Renzo Tramaglino, di cui il testo de “I Promessi Sposi” non nomina i genitori. Così come, ha detto ancora il vescovo, si possono trovare molte analogie tra la prima moglie dello scrittore, Enrichetta Blondel, e la Lucia Mondella del celebre romanzo.

“Colmo della sua solitudine”, Manzoni raggiunse Parigi per conoscere la madre, Giulia Beccaria, nel 1805, lo stesso anno in cui moriva Carlo Imbonati, con cui Giulia era andata a vivere dopo la separazione dal marito. Fu il matrimonio con Enrichetta Blondel, colei che sarà la madre dei nove figli di Alessandro, a giocare un ruolo decisivo nella conversione dell’uomo. Manzoni troverà nella fede una via che portò a compimento i suoi grandi ideali di libertà e giustizia e da allora sposterà l’oggetto della sua attenzione di scrittore dai miti ai fatti, dunque ai veri protagonisti della storia, i piccoli, non a caso al centro de “I Promessi Sposi”.

Il prossimo incontro è in programma venerdì 4 marzo sul tema “Lucia: Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia”. In quell’occasione, dopo la catechesi del Vescovo la Cattedrale rimarrà aperta fino all’una per la preghiera e le confessioni.

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