I guardiani della Costituzione

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Il disegno di legge sulle unioni civili su cui si discute in Parlamento e nel Paese non è una contrapposizione fra arretratezza e modernità, per cui sarebbe arretrato tutto ciò che si oppone alla predeterminazione forzata della vita e della sua imprevedibilità, e sarebbe invece moderno tutto ciò che conduce a trasformare in diritto ogni desiderio, andando oltre a ciò che per natura è possibile.
Sono valori diversi in gioco, molto diversi. Perché siamo convinti che insistere sulla responsabilità personale in luogo della codificazione ad oltranza di diritti positivi è un valore.
Noi che ci opponiamo a questa deriva omologante in un contesto di falsa tolleranza, non stiamo discutendo del riconoscimento di diritti di mutua assistenza e solidarietà ai conviventi.inserto
Tanto è vero che abbiamo preparato questo terzo inserto per La Libertà per offrire alla conoscenza e alla presa d’atto dell’opinione pubblica una panoramica della normativa, della giurisprudenza, degli atti degli enti istituzionali che garantiscono già da ora una gamma assai vasta di diritti soggettivi.
Molto interessante è poi il lavoro di tessitura delle varie normative in una sintesi di testo unico che gli esperti del comitato “Sì alla famiglia” hanno preparato e posto all’attenzione dei Senatori.
è il nostro modo di contrastare la presunzione del radicalismo di massa che vuole realizzare un ordine supremamente razionale.
E questa presunzione vuole misurarsi oggi sul terreno (delicatissimo) antropologico.
è dunque sul terreno dei valori che cerchiamo di offrire un contributo libero, rispettoso e documentato.

Non è passato tanto tempo da quando si esaltava la nostra Costituzione, definita senza tante spiegazioni “la più bella del mondo” o addirittura “sacrale”.
Di fronte a proposte di modifica, talvolta pertinenti e opportune, si alzavano subito gli scudi dei “guardiani della Costituzione” che, con sdegno, accusavano i “riformatori” di oscuri disegni volti a stravolgere il carattere democratico e pluralista della nostra società.
Al netto delle esagerazioni e delle strumentalizzazioni che accompagnano ogni tipo di discussione nel nostro Paese da quando è comparsa sul nostro cielo la iattura del pensiero unico e la relativa pratica dell’ostracismo culturale e mediatico verso chi non si allinea, ho sempre apprezzato la nostra Carta fondamentale che ha regolato il nostro patto sociale con grande equilibrio e spazi di libertà per tutti. Da cristiano innamorato della Dottrina Sociale, non ho potuto non vedere nella nostra Costituzione la traccia profonda dell’umanesimo cristiano, il disegno lungimirante dei padri costituenti, giustamente preoccupati di salvaguardare il popolo italiano dalle sciagure del passato: le due guerre, il fascismo, il privilegio sociale.

Continua a leggere l’editoriale di Maurizio Rizzolo nell’inserto Famiglia e Unioni Civili su La Libertà del 20 febbraio

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