Fidanzati «in» un amore senza misura

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Il tema del perdono al centro della serata vissuta in Cattedrale

“Ricordaci spesso, Signore, che il dono più bello che potremo dare agli altri e ai nostri figli sarà la gioia del nostro volerci bene”. Quando in Cattedrale risuonano queste parole, la sera di venerdì 12 febbraio, centinaia di giovani e meno giovani, fidanzati in gran parte vicini al giorno del matrimonio cristiano, hanno attraversato la Porta Santa.
La preghiera è una componente di questo incontro giubilare, insieme all’ascolto delle testimonianze, ai momenti di silenzio per la riflessione personale e al nucleo dell’intero Anno, la misericordia ricevuta e donata. La pioggia non scoraggia le coppie dal presentarsi a questo appuntamento sempre nuovo, perché nuovi ogni volta sono i partecipanti, mentre per i sacerdoti e gli sposi che li accompagnano al sacramento nuziale è un’occasione per ritrovarsi e rimotivarsi nel servizio.
“La vostra presenza ci dà tanta speranza”, è la sintesi del Vicario monsignor Alberto Nicelli, a sua volta guida di 24 coppie di nubendi, a Guastalla, che nel saluto finale dice anche: “È bello sapere che non siamo soli, c’è una Chiesa che ci accoglie e ci sostiene”. E in effetti l’accoglienza non fa certo difetto alla regia dell’Ufficio diocesano di Pastorale Familiare, a partire dalla rosa che viene donata all’ingresso, per concludere con il piccolo buffet conclusivo e con il segno da portare a casa, un righello “elastico”: un modo per visualizzare un concetto base dell’incontro in Duomo, ripreso dal pensiero del vescovo Massimo Camisasca: “Si può vivere assieme soltanto se la nostra misura non ha misura, se accetta di allargarsi continuamente, giorno per giorno”.

Leggi il tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 20 febbraio

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