Serata missionaria «brasiliana»

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Danze, testimonianze e volti della Chiesa sorella al di là dell’Atlantico

E dunque è stato anniversario d’oro, nel 2015, per la missione in Brasile della Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla.
Dopo i sacrosanti rendimenti di grazie e le celebrazioni “ufficiali” non poteva mancare una bella festa dei missionari di ieri e di oggi (sacerdoti, consacrati, laici) con amici e amici degli amici in cui, oltre che pregare, far memoria e guardare avanti… si potesse riabbracciarsi, riaccogliersi a pacche sulle spalle, sedersi gomito a gomito con i piedi sotto a una pur sobria tavola e …matar a saudade in fraterna condivisione?
Bisognava farla. E dove? A Sassuolo, nell’unità pastorale Madonna del Carmelo dove è parroco don Marco Ferrari, ultimo dei sacerdoti rientrati dal Brasile (novembre 2014).
A comunidade dança alegre e canta (La comunità danza allegramente e canta).
Eccoci dunque, domenica 31 gennaio alle ore 19, nella chiesa di San Pietro in Rometta. Nel presbiterio, “assaggi” di Brasile: vasi di fiori, drappi, pannelli e tappeti colorati, icone, mappamondi; su un tavolo coperto da nastri del Senhor do Bomfim (Bahia) una ciotola di grandi frutti esotici (foto 3). In alcune cestine anelli di Tucum che verranno donati come “legame” con questo incontro e con la passione missionaria.
Intenerisce questo desiderio di don Marco (foto 4) di fare incontrare alle comunità della sua unità pastorale connotati e caratteristiche della vita brasiliana, perché non è un semplice esporre souvenir di luoghi o persone ormai lontane: è un voler stringere in un unico abbraccio o seu povo (il suo popolo) quello del Brasile e quello dell’unità pastorale Madonna del Carmelo che gli è affidata nell’oggi.

Continua a leggere l’articolo di Pellegrina Pinelli su La Libertà del 13 febbraio

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