Imprese reggiane: calano le cessazioni

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Positivo e pari a +226 imprese il saldo fra iscrizioni e cessazioni. Per il secondo anno consecutivo si chiude con il segno più – e in crescita rispetto al 2014 – il saldo fra le nuove aperture e le chiusure delle aziende reggiane al Registro Imprese della Camera di Commercio che al 31 dicembre scorso contava 55.911 imprese.

A fronte di 3.729 nuove aperture, infatti, sono state 3.503 quelle cancellate “non d’ufficio”, ovvero imprese che hanno espresso la volontà di non proseguire l’attività, con un saldo positivo di 226 aziende ed un tasso di crescita del +0,4%.

Si è raggiunto nell’anno un saldo positivo, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi camerale, grazie alle oltre 1.600 nuove aperture registrate nei sei mesi centrali del 2015, periodo nel quale in provincia di Reggio Emilia hanno chiuso i battenti poco più di 1.200 imprese.

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Le attività che sono risultate in crescita appartengono tutte al terziario, settore che comprende quasi la metà delle imprese insediate sul territorio reggiano nell’anno passato e che in dodici mesi ha visto un aumento di 221 aziende passando da 27.300 a 27.521 unità (+0,8%).

Fra i servizi alle imprese, le attività professionali, scientifiche e tecniche registrano una crescita dell’1,2%, raggiungendo le 1.844 unità, grazie soprattutto all’incremento osservato dalle attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale (+3,5%) e di supporto per le funzioni d’ufficio e ricerca e selezione del personale, che sono passate da 486 a 524 (+7,8%); in aumento anche le imprese di cura e manutenzione del paesaggio (+5%), quelle di noleggio e leasing (+5,7%) e le aziende che svolgono servizi di informazione e comunicazione, che comprendono la produzione di software, la consulenza informatica, l’elaborazione dati, l’hosting e la gestione di data base, che hanno raggiunto le 395 (+7% in un anno).

Hanno registrato un +4,5% e superato così le 3.000 unità le imprese che si occupano dei servizi rivolti alla persona: servizi di lavanderia, parrucchieri e centri benessere e di trattamenti estetici, oltre alle attività di riparazione di computer e di beni per uso personale sono cresciuti del 4,3%. Andamenti positivi si osservano anche per le imprese che svolgono attività nei servizi sanitari e di assistenza sociale (che hanno raggiunto le 237 unità), per quelle delle attività artistiche, sportive e di intrattenimento (652 aziende) e l’istruzione (192 imprese).

In crescita dell’1,6% le attività ricettive e di ristorazione che passano dalle 3.201 unità del 2014 alle attuali 3.251, mentre si contrae dello 0,4% il commercio, in particolare quello al dettaglio: sono stati 386, infatti, i negozi che hanno abbassato le serrande nel corso del 2015 contro 243 nuove aperture.

Oltre al commercio, i settori che in un anno hanno visto ridursi maggiormente la propria consistenza sono stati – insieme all’agricoltura che, con 63 aziende in meno (-1%), prosegue nella contrazione strutturale della sua base imprenditoriale – le costruzioni, che sono passate da 12.530 a 12.375 imprese (-1,2%) e le attività manifatturiere (da 8.034 a 7.909 pari ad una flessione dell’1,6%). Fra queste ultime, le attività che nel corso del 2015 hanno maggiormente risentito della mancata ripresa economica sono prevalentemente quelle che caratterizzano il territorio reggiano: tessile-abbigliamento (-2,1%), ceramica (-2,1%), metalmeccanica (-1,8%). E’ rimasto stabile a 731 imprese il settore alimentare.

In crescita del 2,4% le attività che riguardano la riparazione, la manutenzione e l’installazione di macchine ed apparecchiature, indice, forse, di una maggior attenzione nei confronti di attrezzature già in possesso delle imprese per poter proseguire nella propria attività.

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