Il Vescovo incontra i giovani in Cattedrale

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Tre sere sulla misericordia narrata partendo da «I promessi sposi»

Tornano gli incontri quaresimali del vescovo Massimo con i giovani in Cattedrale.
Cominceranno venerdì 26 febbraio alle 20.45 (con la possibilità di confessarsi dalle 20). Il programma completo dei tre incontri è a fondo pagina e nella cartolina allegata a questo numero de La Libertà in edizione cartacea.
Abbiamo chiesto a don Giordano Goccini, responsabile del Servizio diocesano di Pastorale Giovanile, di inquadrare la scelta “letteraria” di questo nuovo ciclo di serate.

Saranno un po’ innovativi e originali gli incontri dei giovani con il vescovo Massimo, in questo Anno della misericordia. Sullo sfondo, infatti, ci sarà un personaggio molto noto (ma non abbastanza conosciuto!) per le sue doti di scrittore: Alessandro Manzoni. Dalla sua vita e dalla sua opera più impegnativa e famosa, I promessi sposi, il Vescovo prenderà suggestioni e immagini per raccontare ai giovani la misericordia del Padre.
Nella cultura occidentale la vita si sublima in pensiero: è l’eredità della cultura greca. Gli accadimenti, legati alla storia e alle contingenze, tendono a diventare idee universali, astratte e immutabili. Dalle biografie imprevedibili e scomposte abbiamo imparato a trarre i princìpi guida dell’esistenza e, questa, è una conquista grandiosa dell’umanità e della storia. Tutto ciò che è breve, effimero, friabile, occasionale, viene forgiato nel crogiuolo del pensiero per diventare eterno, immutabile, universale.

Così abbiamo imparato ad astrarre dagli episodi occasionali i princìpi universali che guidano la vita umana. Le persone sono tutte diverse (sette miliardi di esemplari unici!), ma da questa molteplicità abbiamo sintetizzato il concetto di “persona” che le descrive tutte senza intaccarne le peculiarità. Le attività dell’uomo sono molteplici e ognuno è in grado di esprimerne forme diverse, ma noi abbiamo elaborato il concetto di “lavoro” che tutte le comprende e le esalta (come accade nella Carta costituzionale). E potremmo andare avanti all’infinito, parlando della famiglia, della scuola, della città, della cultura, dell’arte e di tutto ciò che è umano.

Continua a leggere il testo completo dell’articolo di don Giordano Goccini su La Libertà del 13 febbraio

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