Un Patto territoriale per sostenere la nuova coesione sociale a Reggio Emilia

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“Le mutate condizioni del lavoro a Reggio Emilia dovranno portare a una rinnovata coesione sociale. Per questo proponiamo un Patto territoriale, sul fronte del lavoro e della coesione sociale, per far fronte a esigenze di persone e famiglie fortemente mutate (in consistenza e bisogni) durante i 7 anni della crisi. Anni nei quali abbiamo assistito alla perdita di 7.000 posti di lavoro, pari alla forza occupazionale di un intero Comune reggiano di media-grande dimensione”. E’ quanto ha dichiarato la segreteria della Cisl Emilia Centrale svolta a Reggio presentando il “1° Report Lavoro & Coesione sociale 2016”.

Diversi gli strumenti funzionali a occupazione e coesione sociale proposti da William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale, Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta, assieme ai segretari Domenico Chiatto, Andrea Sirianni e Michele Del Fabbro. Per i segretari per tenere assieme la crescita complessiva del territorio (sviluppo economico e coesione sociale) “prioritario è il rilancio del ruolo del manifatturiero, lo sviluppo della contrattazione di secondo livello (aziendale e/o territoriale). Anche per Reggio Emilia è possibile tradurre sul territorio reggiano il Patto regionale per il Lavoro, con particolare attenzione alle caratteristiche dei singoli distretti produttivi”.

Anche nel reggiano la Cisl Emilia Centrale richiede la programmare interventi per la riqualificazione del patrimonio edilizio, di “potenziare la formazione professionale e riconversione dei lavoratori, ma anche un piano infrastrutturale per mettere a valore l’Alta Velocità ferroviaria”.

Tutto questo, secondo i segretari, deve scaturire da un percorso partecipato verso un Patto sociale per Reggio Emilia. In esso potranno trovare risposta la riorganizzazione della pubblica amministrazione, la riduzione degli sprechi, la semplificazione delle procedure amministrative. All’orizzonte anche il tema della fusione tra Comuni (così come avviato dal Comune del Ventasso da inizio anno), oltre al welfare dei servizi rilanciare del welfare di relazione con tavoli di co-progettazione (es: portierato sociale, infermiere di comunità). Sì anche a un piano per edilizia residenziale sociale, a una politica per il trasporto pubblico ecocompatibile, concorrenziale e alternativo ai mezzi privati. Attuale e da rafforzare la cultura della legalità e anche il controllo degli appalti pubblici”.

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William Ballotta e Margherita Salvioli Mariani

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