Grande pubblico per Serra e per D’Arzo

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L’Associazione “Per D’Arzo” ha presentato un saggio sul poeta reggiano a due anni dalla scomparsa e i bandi della terza edizione del premio letterario intitolato a D’Arzo e di un nuovo premio di poesia intitolato a Luciano Serra. L’intervento del direttore Giordano Gasparini a nome della città.

È stata all’altezza delle migliori attese la “risposta” del pubblico dei cultori di materie letterarie della nostra città all’appuntamento con la poesia di Luciano Serra: la Sala del Planisfero della Biblioteca Panizzi ha faticato a contenere quanti hanno risposto all’appello dell’Associazione “Per D’Arzo”. E la stessa coordinatrice della serata ha potuto fare i conti con un rapporto empatico molto forte tra la figura e la poetica del talentuoso reggiano di cui ricorrevano due anni dalla scomparsa. Tutto si è comunque svolto con soddisfazione degli organizzatori e del pubblico, fra il quale sedeva la vedova di Serra, Ida Maria. L’avvio dei lavori, dopo le “precisazioni” d’obbligo di Elisa Pellacani relative alla commistione del ricordo di Serra e di D’Arzo che consolidava la prassi ormai ricorrente degli eventi ripetuti per tenere alta l’attenzione sul grande scrittore scomparso 64 anni or sono, ha opportunamente sottolineato il senso del titolo attributo al saggio in presentazione, teso a sottolineare la schiettezza e l’affidabilità dell’uomo e del poeta, definito autentico.
Più che nelle tante occasioni che si sono susseguite, con varietà e rilevanza di scelte propositive, dalla nascita dell’Associazione “Per D’Arzo” (resa operativa nel 2011, per iniziativa dello stesso Serra), questo appuntamento ha avuto fasi emozionali molto forti e visibili. A partire dalla consegna di una copia del libro alla vedova Ida Maria, e successivamente con le letture di poesie in italiano e in dialetto che Veronica Strazzullo e Franco Ferrari hanno fatto seguire alle esecuzioni fisarmonicistiche di Paolo Gandolfi.

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Non meno avvincente è stata la presentazione di Luciano Serra effettuata da Antonio Petrucci (che ha dedicato un’attenzione speciale alla narrativa) e l’intervento dell’autore, Francesco Moratti, che ha posto in rilievo i caratteri d’eccezionalità della scrittura di Serra, ma anche la sua capacità di storico e saggista.  Altre parole, quelle delle poesie di Serra di ieri e d’oggi (alcune inedite), hanno reso ancor più evidente l’emozione che s’era impadronita del pubblico.

Francesco Moratti

Francesco Moratti

Sulla stessa lunghezza d’onda, impegnando l’amministrazione civica a fornire i supporti essenziali per il permanere di una tradizione culturale ormai consolidata, si è espresso Giordano Gasparini, direttore della Biblioteca civica, dando il senso di una coralità d’intenti che non può che essere assunta a vanto della città. “Luciano Serra era un nostro amico e un attivo fruitore dei servizi che eroghiamo alla collettività: la sua figura e la sua opera di letterato e di studioso costituisce un paradigma di riferimento che qualifica la nostra città”, ha detto.

Il nome e l’arte di Silvio D’Arzo, evocati da tanti aspetti della vita di Serra, hanno assunto particolare risalto quando Elisa Pellacani ha chiamato sul palco Roberto Carnero e Stefano Costanzi, consegnando loro un “attestato di merito” per il loro contributo critico alla comprensione e alla divulgazione delle opere darziane. Com’era già avvenuto due anni prima con Paolo e Andrea Briganti e con Sante Macchioni (per conto del fratello defunto), ma anche alcuni giorni prima con il poeta parmense Gian Carlo Artoni, apprezzato per la sua caratura letteraria e per il suo impegno nel pubblicare inediti di D’Arzo, si è trattato di un gesto puramente simbolico, efficacemente rappresentato dal prototipo di un pennino d’argento coniato per l’occasione dalla stessa Elisa Pellacani e dalla consegna di un fac-simile del Primo tricolore, espressione di una stagione mitica per la gente dei luoghi che D’Arzo considerava culla della sua identità culturale.

I due critici hanno manifestato piena disponibilità per altre collaborazioni e a proseguire nello studio della poetica del grande scrittore e del poeta Serra.

Seppur così densamente articolata, la serata ha avuto un altro momento di forte coinvolgimento quando Elisa Pellacani ha annunciato la nascita di un Premio nazionale di poesia intitolato a Luciano Serra, iniziativa che si abbinerà – realizzandosi in anni alterni – con l’esistente Premio letterario intitolato a Silvio D’Arzo, di cui si concluderà la terza edizione nel gennaio del 2017. Ambedue le iniziative saranno gestite dall’Associazione “Per D’Arzo” facendo leva sull’apporto volontaristico di appassionati locali e su una giuria che pare disponga già di adesioni di nomi importanti per la poesia nazionale.

Al termine di questo incalzare di eventi, l’attenzione dei presenti si è di nuovo concentrata sull’esame del volume “Luciano Serra. Poeta autentico del Novecento” e l’autore è stato richiesto di dediche autografe da parte di amici, conoscenti o di appassionati di letteratura locale.

Nonostante ciò Elisa Pellacani non ha mancato di richiamare l’attenzione per segnalare che la “Seconda settimana darziana” non si concludeva in quel momento, essendo previsti due eventi collaterali (il 7 e il 18 febbraio, rispettivamente nella Biblioteca Panizzi e nella Biblioteca della Arti) nel corso dei quali si dialogherà con Maria Silipigni e con Giovanni Guidotti, le cui opere hanno ricevuto una menzione d’onore da parte della giuria del Premio “D’Arzo”.

Il pubblico ha quindi stazionato ancora a lungo nella mitica Sala del Planisfero, attorniando Franco Moratti e interessandosi alle pubblicazioni realizzate dalla Casa editrice Consulta librieprogetti.

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