L’eresia da Gioacchino da Fiore a Fra Dolcino

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Termine assente nei Vangeli, ma già presente negli Atti degli Apostoli

Iniziamo questa settimana a pubblicare uno studio del nostro collaboratore Luigi Rigazzi dal titolo “L’eresia – da Gioacchino da Fiore a Fra Dolcino”. Di seguito riportiamo la parte introduttiva e la bibliografia consigliata.

“L’eresia è di per sé una grande cosa – scriveva Leonardo Sciascia sul quotidiano palermitano L’Ora del 9 maggio 1979 – e colui che difende la propria eresia è sempre un uomo che tiene alta la dignità dell’uomo. Bisogna essere eretici, rischiare di essere eretici, se no è finita. Voi avete visto che non è stata soltanto la Chiesa cattolica ad avere paura delle eresie. è stato anche il Partito Comunista dell’Urss ad avere paura dell’eresia, e c’è sempre nel potere che si costituisce in fanatismo questa paura dell’eresia. Allora ogni uomo, ognuno di noi, per essere libero, per essere fedele alla propria dignità, deve essere sempre un eretico”.

Per poter parlare di eresia, bisogna parlare prima dell’ortodossia, infatti senza l’affermarsi di un pensiero unico non può esserci l’eresia.
Il termine ortodossia viene dalle parole greche retto, corretto e opinione, dottrina.
Eresia è un termine storico religioso e teologico che indica un movimento religioso, segnalato come deviante da un altro movimento religioso appartenente alla stessa tradizione religiosa, deriva dal greco haìresis, derivato a sua volta del verbo che significa “afferrare, prendere” ma anche “scegliere” o “eleggere”.

Leggi tutto il testo dell’articolo di Luigi Rigazzi su La Libertà del 23 gennaio

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Eresia

 

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