Don Giacomo Panizza: “Essere preti in terra di ‘Ndrangheta”

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Prosegue, anche nel 2016, l’impegno del Comune di Bibbiano per promuovere sul territorio la cultura della Legalità. “Cosa significa essere preti in terra di ‘ndrangheta?” sarà il tema della serata organizzata per martedì 19 gennaio alle 20.30 a Barco quando, a confrontarsi con don Giacomo Panizza, prete bresciano trasferitosi in Calabria da oltre trent’anni e promotore di una comunità autogestita di persone disabili, ci sarà l’autore de “L’eucaristia mafiosa”, Salvo Ognibene.
“La legalità, banco di prova della credibilità della cultura di un popolo e della sua Chiesa, è il nuovo nome della carità”, afferma Don Panizza nel suo libro “La mafia sul collo”. Don Panizza è nel mirino delle cosche dal 2002 per essere stato testimone di giustizia contro un clan mafioso e per aver preso in gestione un edificio confiscato. Da allora vive sotto scorta. Dal libro la denuncia che , dalle regioni del Sud, le mafie hanno accresciuto la loro influenza anche nel resto del Paese e in molti luoghi del mondo mandando in frantumi la coesione sociale, provocando l’impoverimento materiale e spirituale dei territori, lasciando una scia di sangue e di povertà. «È difficile per qualsiasi prete vivere in Calabria senza incontrarle, senza doverci fare i conti, senza denunciarle in qualche predica o inserirle miratamente nella catechesi». Le frasi vigorose pronunciate contro i mafiosi da Giovanni Paolo II e da papa Francesco e gli omicidi di don Pino Puglisi a Palermo e di don Peppe Diana a Casal di Principe ribadiscono un’urgenza non più rinviabile: vincere l’indifferenza e la paura educandoci ed educando all’onestà e alla trasparenza. Un compito che chiede alla società di organizzarsi con pratiche attive della legalità e alla Chiesa di sperimentare interventi corali e una pastorale adeguata. Appuntamento martedì 19 alle ore 20.30 – Sala “L. Corradini” – Centro Del Rio a Barco.

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