Pieve di Guastalla. L’arte di Gino Ardioli

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In apparenza è un presepe normalissimo, come tanti se ne possono incontrare in molti angoli dei nostri paesi e delle nostre città durante il tempo natalizio… sebbene qui, già a prima vista, se ne possano notare le dimensioni, non indifferenti, e si riesca immediatamente a coglierne la cura nei dettagli e la ricchezza di particolari. Ma non è questo a fare la differenza rispetto a tanti altri pregevoli allestimenti della Natività: la specificità del presepe realizzato da Gino Ardioli, visitabile anche nel corso del mese di gennaio all’interno della Basilica di Pieve di Guastalla, sta nel “raccontare una storia”. Precisamente, l’inizio della Storia della Salvezza, un tempo qui condensato in soli 15 minuti (“Ma spesso la gente oggi ha fretta e non ha tempo neppure per quelli, è impaziente, sempre di corsa, sembra che non ‘riesca’ a fermarsi…”, spiega lui sospirando). Dopo aver pigiato un vistoso bottone sul lato della ‘scena’, il presepe si “accende” iniziando il suo corso e l’attenzione dell’osservatore viene di volta in volta richiamata su questo o quel “passo” evangelico grazie a luci, musiche, voci, piccoli “effetti speciali” artigianali che però nulla tolgono al senso di semplicità, e riempiono occhi e cuore di meraviglia.

Leggi tutto l’articolo di Matteo Gelmini su La Libertà del 9 gennaio 2016

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