La luce del Natale in Cattedrale

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Con le effigi della Madonna di Loreto e del Crocifisso di san Damiano

“È apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a vivere”. è ciò che abbiamo ascoltato nella seconda lettura della messa della notte; è l’invito che l’apostolo Paolo rivolge a Tito ricordandogli che questa grazia ha un nome, è Gesù che porta salvezza, che ci insegna a vivere con sobrietà, cioè con il necessario equilibrio nei confronti di noi stessi e delle cose, con Giustizia nelle nostre relazioni con gli altri, con Pietà cioè nella nostra relazione con Dio. In questo mondo, cioè nella situazione concreta in cui viviamo, nelle difficili e complicate relazioni con noi stessi, con gli altri e con Dio: i nostri problemi e le nostre infedeltà si giocano proprio in queste relazioni. L’apostolo Paolo ci dice che attraverso la vita di Gesù abbiamo potuto credere che Dio, il Creatore, è vicino a noi, ci aiuta e ci permette di portare fino al traguardo un’esistenza degna di noi e di Lui.
Carissimi, lasciamo che questo confortante annuncio scenda nel nostro cuore. Il Signore ci ha chiamati tutti, in questa notte santa, per contemplare “la grazia, apportatrice di salvezza”. Il volto misericordioso di Dio si è fatto conoscere attraverso un bambino, un Dio che si è fatto carne e ha preso un volto umano.

Continua a leggere l’omelia del Vicario generale nella Messa di Natale su La Libertà del 9 gennaio 2016

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