Appello per salvare la compagnia Cosi-Stefanescu

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Fistel Cisl Emilia Centrale e Slc Cgil in campo per salvare il patrimonio umano e immateriale di una straordinaria realtà reggiana iniziata nel 1978, (unica scuola di danza classica presente in regione con un “convitto” per ospitare i propri studenti) e di valore internazionale. È l’“Associazione Balletto classico Cosi – Stefanescu” il cui valore, oltre dalla qualità del balletto classico, deriva dall’abbinata tra Compagnia teatrale e Scuola di balletto classico. L’associazione nel 2016 ha decretato la cessazione dell’attività.

“È accaduto – ricostruisce Giorgio Uriti, operatore Fistel Cisl Emilia Centrale – che questa straordinaria realtà stia pagando gli effetti della crisi economica e dei tagli alla cultura. Si sono creati così negli ultimi anni sbilanci di esercizio che hanno causato un indebitamento tale per cui l’Associazione ha deciso di chiudere e liquidare tutte le pendenze in corso, verso lavoratori (25 persone dipendenti), fornitori e fisco.

Un piano studiato e che è stato comunicato alle organizzazioni sindacali e che nella giornata di oggi si è concluso con la firma di un mancato accordo presso la Provincia. Una situazione che non riguarda solo i 25 lavoratori/artisti, ma che coinvolge le 70 famiglie che portano i loro figli alla scuola di danza, oltre al fatto di perdere per la nostra città una eccellenza nel campo artistico e culturale che poche altre realtà possono vantare.

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Un momento della conferenza stampa

 

Purtroppo rileviamo come ci sia l’interesse da parte di qualcuno per salvare la Scuola di balletto, ma non altrettanto per la Compagnia. Il nostro intento è, invece, di salvaguardarle entrambe”.

“Nella figura della signora Cosi abbiamo incontrato un valido interlocutore – aggiunge Mirco Pellati, segretario Slc Cgil – ma è a tutti evidente la situazione grave nella quale ci troviamo. Oltre al tema occupazionale, è in gioco il fatto che Reggio Emilia sia di fatto capitale italiana della danza. Un’eccellenza che si deve proprio anche a Cosi-Stefanescu e all’offerta della Compagnia dell’Associazione, tipica delle grandi capitali della danza. Associazione che gestisce un capannone attrezzato a Mancale (il bene che sarà alienato e consentirà di pagare i debiti), ma che è forte soprattutto di oltre 2.000 esibizioni in 530 città diverse, di cui 60 fuori dall’Italia, con tournée in Medio Oriente, Cina, Giappone ma anche Europa, Stati Uniti e Brasile, con un repertorio che abbraccia classico, neo-classico e moderno”.

“Per questo – concludono i sindacalisti unitamente a Stefano Gregnanin, segretario Fistel Cisl Emilia Romagna – chiediamo che le istituzioni si impegnino al pari di altre realtà del territorio: sia salvaguardata la Scuola – e in tal senso abbiamo ottenuto rassicurazioni -, ma anche la Compagnia. Ci rivolgiamo pertanto a Comune, Provincia e Regione Emilia Romagna, con i relativi assessorati per considerare entrambe le realtà”.

Intanto l’Associazione Balletto Classico ha già inoltrato una nota di cessazione attività. I sindacati hanno già avviato incontri con l’Associazione e la Provincia, concludendo la procedura con un mancato accordo. In merito ai tempi: il 31 di marzo chiuderà la Compagnia e il 30 di giugno 2016 la Scuola di balletto Classico dell’Associazione. Prima che ciò avvenga le organizzazioni sindacali, insieme ai lavoratori e alle famiglie degli studenti, proveranno a sensibilizzare le Istituzioni locali (Comune e Regione) e le realtà imprenditoriali, affinché si trovi una soluzione che garantisca la sopravvivenza della Scuola e della Compagnia di Ballo.

Da segnalare anche una lettera ai genitori degli allievi della Scuola di Balletto classico di questi giorni di Graziano Delrio, ministro alle infrastrutture e dei trasporti e già sindaco di Reggio Emilia, nella quale ribadisce come: “la Scuola di Balletto classico Cosi-Stefanescu sia motivo di ricchezza e orgoglio per la nostra città, soprattutto per l’alta professionalità con la quale svolge le sue attività artistiche, culturali nonché educative, attraverso la diffusione della danza come strumento di socializzazione e crescita personale dei propri allievi in sinergia con le famiglie. (…) Sono sicuro che l’amministrazione comunale proverà a fare il possibile per garantire il proseguimento dei corsi in modo da tutelare il loro ruolo formativo per i nostri giovani, il prestigio della città di Reggio Emilia e l’arte del balletto in generale”.

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