Natale offline

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Qualche tempo fa, in questa rubrica, avevo provato ad immaginare cosa accadrebbe se di colpo restassimo senza internet e ad ipotizzare gli scenari di una vita senza connessioni. Ebbene, ho personalmente sperimentato tale sensazione proprio in questi ultimi giorni, complici una serie di fattori solo in parte dipendenti dalla mia volontà.

Perché se è vero che mi ero ripromesso di praticare una parziale disintossicazione digitale in occasione delle brevi vacanze natalizie, non era invece affatto previsto che a causa di una banale incomprensione amministrativa – diciamo così – mi ritrovassi con la linea ADSL di casa totalmente inerte per l’intero periodo delle feste.

A breve, immagino, il fax (già, il fax, esiste ancora…) che ho dovuto inviare al colosso delle telecomunicazioni per dimostrargli la mia integerrima condotta di puntuale pagatore sarà preso in considerazione da un anonimo impiegato di ritorno dalle ferie o forse da un ancora più oscuro software, il quale mi concederà la grazia affinché la linfa digitale possa ricominciare a scorrere nelle vene della mia esistenza domestica.

smartphone

Senza contare che ormai sto contando le ore che mi separano dal ritorno in ufficio, quindi le mie giornate ricominceranno ad essere presto always online.

Intendiamoci, la prospettiva è tutt’altro che avvilente: amo il mio lavoro nel marketing digitale e sono ben lieto che anche i miei dispositivi casalinghi possano riprendere a navigare spensierati senza limiti di spazio e di tempo.

Tuttavia, questo black-out lungo una decina di giorni mi ha fatto riflettere parecchio e soprattutto mi ha concesso l’opportunità di impiegare in modo diverso il tempo usualmente dedicato a programmi ed applicazioni. Meno email e meno streaming e qualche pensiero in più per amici, parenti e per me stesso non hanno affatto guastato.

Ammetto che la collera mi ha annebbiato il cervello quando ho realizzato che la playlist selezionata su Spotify per accompagnare l’aperitivo con gli amici dell’antivigilia non sarebbe mai partita. Ma poi è bastato recuperare un bel cd per creare lo stesso la giusta atmosfera per il brindisi. E confesso che, in assenza di news dalla rete, è stato molto piacevole fare ritorno in edicola per acquistare il caro vecchio quotidiano cartaceo e godermelo tutto, fino all’ultima riga, per riassaporare le sensazioni di un rito col quale sono cresciuto – anche professionalmente – ma che ultimamente avevo trascurato.

Sono due esempi banalissimi e mi scuso per averli portati all’attenzione del lettore insieme a tutta questa vicenda molto personale e certamente di insignificante interesse pubblico.

Però c’è questo pensiero che mi assilla e che voglio condividere: non credo sia solo un caso che la mia ADSL sia andata K.O. proprio il 23 dicembre e penso che Qualcuno, molto più importante della divinità del web, abbia voluto giustamente reclamare un po’ più di attenzione, almeno in questo periodo.

La luce vera che illumina le nostre vite, in fondo, non è quella del display dello smartphone.

Per commentare la rubrica scrivi a matteo.iori@laliberta.info

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