Chi fa la pastorale della salute?

Stampa articolo Stampa articolo

Sacerdoti, consigli pastorali e famiglie sono invitati ad accogliere le persone malate. I passi da compiere secondo la Nota della Cei «Predicate il Vangelo e curate i malati»

La pastorale della salute gode di due privilegi: chiarezza di obiettivo, solidità di motivazione. “…io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi” (Matteo 25, 35-36). In modo singolare obiettivo e motivazione coincidono: “…In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (ivi, 40). Non è passibile di estenuanti interpretazioni e non consente troppo a lungo di menare il can per l’aia: si fa o non si fa.

Chi fa la pastorale della salute?
Tutti nella comunità parrocchiale devono sentirsi coinvolti per un’attenzione e azione pastorale a beneficio dei malati e dei sofferenti. In modo particolare sono chiamati: i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, i ministri straordinari della santa Comunione, i battezzati e battezzate che vivono nella comunità locale.

Continua a leggere tutto l’articolo di Ivano Argentini su La Libertà del 12 dicembre

Per un 2016 di BELLE NOTIZIE abbonati al nostro giornale! Clicca e scegli l’abbonamento che preferisci

malatoOK

Pubblicato in Articoli, Slide, Vita diocesana Taggato con: ,