L’insuperabile dualità

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Anche voci laiche contro l’utero in affitto

Finalmente nel dibattito sulla maternità surrogata, vietata in Italia ma ampiamente possibile in tanti Paesi, stanno entrando importanti voci laiche (nel senso di non confessionali) di donne e uomini contrari alla prassi dell’utero a nolo, cioè al “produrre” un figlio tramite una donna sconosciuta, pagata per condurre a termine una gravidanza e consegnare il neonato al padre biologico, etero o omo che sia, che ha fornito (o procacciato) il seme, oppure alla coppia committente, comunque assortita.
Perplessità indirizzate all’Europa: “Non possiamo accettare che le donne tornino a essere oggetti a disposizione non più del patriarca, ma del mercato” e “I bambini non sono merce”, c’è scritto in un appello condiviso da più di un centinaio di note personalità. Nel testo, mentre si afferma il favore al “pieno riconoscimento dei diritti civili di lesbiche e gay”, si sottolinea tuttavia che “il desiderio di figli non può essere un diritto da affermare ad ogni costo”.

Continua a leggere l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 12 dicembre

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Maternità-surrogata

 

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