Il gioco, il sogno, la bugia

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Il desiderio di narrare: un approccio all’immaginazione

Sono molte le definizioni che sono state date dell’uomo: è l’animale tecnologico, l’animale culturale, l’animale fornito di linguaggio… Una delle ultime definizioni che ho letto mi ha particolarmente colpito: l’uomo sarebbe anche “l’animale che racconta storie” (v. Jonathan Gottschall, L’istinto di narrare, come le storie ci hanno reso umani, 2014). Ma che cosa è questo “istinto” del narrare (che Gottschall dà per scontato)? A quale tipo di intelligenza corrisponde? Oppure: a quale funzione dell’intelligenza corrisponde? Si sa che, per inventare una storia, ci vuole molto spirito di osservazione, buona memoria, molta immaginazione. Niente da dire, di nuovo, sullo spirito di osservazione o sulla memoria; ma l’immaginazione?
Come è noto, lo psicologo americano Howard Gardner ha proposto di superare l’idea che esista un solo tipo d’intelligenza (quella misurata dai test di quoziente intellettivo). Secondo lui esistono sette o otto o forse nove tipi di intelligenza. Fra le intelligenze di Gardner c’è quella linguistica, logico-matematica, musicale, spaziale, cinestetica, personale, interpersonale, naturalistica, esistenziale. Egli non escludeva l’esistenza di altri tipi di intelligenza.

Leggi il testo integrale di Antonio Petrucci su La Libertà del 5 dicembre

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