Quel silenzio sul popolo armeno Il genocidio raccontato da Antonia Arslan

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Il genocidio raccontato da Antonia Arslan

Più di duecento ragazzi delle scuole superiori di Correggio hanno seguito con la massima concentrazione, come già la sera precedente aveva fatto un numeroso pubblico di adulti, la conferenza organizzata dal circolo culturale “Pier Giorgio Frassati” e tenuta dalla scrittrice Antonia Arslan. L’argomento riguardava i tragici eventi che, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, hanno visto come vittime di un feroce odio razziale il popolo armeno, circa un milione e mezzo di persone, che vivevano all’interno dell’impero ottomano. Ma se, ha precisato la relatrice, l’uccisione di 200mila armeni tra il 1894 e il 1896 poteva essere definito uno “sterminio” (voluto dal sultano “rosso” al fine di sottomettere quella popolazione), ciò che accadde nel 1915 meritò la creazione di un nuovo termine relativo ad un nuovo tipo di crimine. Infatti, per indicare quei tragici eventi si parlò di “genocidio”, in quanto atti delittuosi pianificati e programmati da un governo per eliminare totalmente un gruppo etnico, per realizzare una “pulizia etnica”.

Leggi il testo integrale dell’articolo di Massimo Vezzani su La Libertà del 5 dicembre

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