Fare libri, un gioco senza fine

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La terza edizione di Fare Libri, il festival reggiano dedicato alla ricerca artistica sul libro, propone un linguaggio internazionale già dalle prime pagine del corposo volume che per l’occasione ha presentato la casa editrice Consulta, “Book Seeds”: un susseguirsi di interventi di professionisti dall’Europa (tra cui non manca la Polonia) e dall’America. Un percorso ragionato su una forma personale e spesso ardita di produzione editoriale, che fino a domenica 29 novembre si può vivere in prima persona aggirandosi per gli spazi creati a Palazzo Casotti dall’architetto Federico Venturi con lo studio MAT.ilde. Il corpus di opere inedite –libri oggetto, piccole tirature, veri e propri gioielli della creatività libresca- presentato dall’Associazione ILDE nell’ottava edizione del Festival del Libro d’artista a Barcellona, in aprile, si è arricchito di sinergie radicate sul nostro territorio, come l’esperienza presentata da Laura Sassi e dalla stessa curatrice del festival, Elisa Pellacani, sul libro fotografico, già varata in due edizioni di Fotografia Europea e che continua a destare interesse tra esperti e neofiti della fotografia.

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foto Laura Sassi

 

 

Ma non è la sola: infatti fino a domenica, ultimo giorno utile per visitare la mostra, aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19, il cartellone di Fare Libri offre al variegato e continuo pubblico che in questi giorni sta affollando le sale di Palazzo Casotti una serie di appuntamenti sperimentali quanto attraenti con cui desidera continuare, grazie alla collaborazione del Comune di Reggio Emilia, un percorso d’avanguardia sul libro d’artista, in cui le persone possano trovare una nuova forma di avvicinamento e pratica del mondo editoriale ma anche della produzione artistica più in generale.

Per questo continuano i laboratori aperti proposti dalla Scuola Itinerante del Libro, tra cui uno al venerdì pomeriggio (dalle 16 alle 19) e uno domenica mattina (ore 10,30) per i più piccini, in cui il filo conduttore sarà affidato alle pagine di altissima letteratura (nonostante pensate e facilmente comprensibili per l’infanzia) uscite dalla penna di Silvio D’Arzo per “Il pinguino senza frac”, di cui la recente edizione illustrata da Elisa Pellacani è alla sua terza edizione in poco più di un anno. Per chi non voglia mettere mano diretta a carta e matite, sabato mattina è un professionista della stampa d’arte, Nicola Manfredi della stamperia Mavida, a raccontare come nasce un libro d’artista (ore 11), presentando in anteprima assoluta un lungo leporello illustrato dalle xilografie di Luca Pasqualini.

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Sabato sera, invece, la passione per il libro si fa anche ricerca sonora: è il maestro del legno Giuseppe Bussi, di cui in mostra una serie di libri-oggetto degli ultimi anni, mirabolanti nei meccanismi e nell’ironia realizzativa, che ha dato vita al progetto firmato da Giorgio Battistelli a metà degli anni 70 e che il percussionista Simone Beneventi, presentato dalla musicologa Monica Boni, riproporrà in una performance piena di suggestione. Si tratta del “libro celibe”, prodigioso scrigno-libro ligneo in cui ogni pagina nasconde una diversa possibilità di percussione. Già in mostra da venerdì, sabato alle ore 18.30 verrà aperto e in una sorta di rituale simbolico fatto suonare da Beneventi.

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Rolf Lock (foto Sassi)

 

Un festival internazionale richiama l’aderenza della città che lo ospita ai ritmi europei anche negli orari in cui si rende possibile al grande pubblico l’immersione momentanea in una pausa culturale, e il venerdì e il sabato rimarrà aperta fino alle ore 23. Chissà che non sia buon esempio per altri luoghi della città che perdono occasioni di frequenza importanti perché chiusi negli orari possibili di fruizione per la maggior parte dei cittadini: anche questo è un aspetto positivo di un’azione nata da motivazioni di volontaria –e sentita- partecipazione attiva nel panorama artistico contemporaneo.

 

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