Ezio Bosso dal Teatro Sociale di Gualtieri al tour mondiale

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L’aveva presentata in anteprima assoluta a Gualtieri il 30 luglio scorso in una Piazza Bentivoglio gremita di ascoltatori. L’ha registrata nei primi giorni di settembre all’interno del Teatro Sociale di Gualtieri, assieme al pubblico presente in sala. Ora, The 12th Room o La Dodicesima Stanza del Maestro compositore e pianista Ezio Bosso è diventata un doppio disco. Che ha iniziato ufficialmente il suo tour: dopo esser stato al Circolo dei Lettori di Torino, alla Libreria Feltrinelli di Milano, allo spazio Antiruggine di Castelfranco Veneto assieme all’amico violoncellista Mario Brunello, e ancora al Circolo De I Antichi di Venezia, Ezio Bosso porterà nelle prossime settimane The 12th Room in giro per il mondo: a Milano il 30 novembre, poi Torino l’8 dicembre, Roma il 9, Londra il 20, a Betlemme nel giorno di Natale e ancora a Longiano e Vilnius.

“Si dice che la vita sia composta da 12 stanze. 12 stanze in cui lasceremo qualcosa di noi che ci ricorderanno. 12 le stanze che ricorderemo quando saremo arrivati all’ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza dove è stato, ma pare che succeda nell’ultima.” così ne parla Ezio Bosso ai suoi concerti e prosegue “Stanza, significa fermarsi, ma significa anche affermarsi. “La libertà che riprende stanza” è un modo dire. Quando abbiamo trovato finalmente un posto dove fermarci abbiamo inventato le stanze. E gli abbiamo dato nomi, numeri e significati. La stanza dei giochi. La stanza della musica. le stanze della memoria”.

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Ezio Bosso (foto Cecchella)

 

“The 12th Room” è un doppio album, o forse sono due storie e una sola allo stesso tempo. Il primo disco (di 56 minuti) è composto da dodici brani, tra cui quattro inediti e sette di repertorio pianistico. Più un brano così inedito da non essere nemmeno mai stato eseguito dal vivo. Il secondo contiene invece la Sonata No. 1 in Sol Minore, che pur senza interruzioni è composta da tre movimenti, ed è della durata di circa 45 minuti. I brani del primo disco, dalla forte carica empatica, rappresentano un percorso meta-narrativo dello stesso Bosso. Sono storie di stanze, che rivelano da dove egli proviene, dove si trovano le radici della musica che scrive. Rivelano i due musicisti che convivono in lui: Il compositore e l’interprete. Il repertorio dei brani vaga da Bach, Chopin, Siloti, Gluck, Sgambati e John Cage a brani originali del Maestro Bosso quali la Sonata No. 1 in G minor for solo Piano 12th Room che dà il nome all’intera opera, Unconditioned. Following, a Bird (Out of the Room), Split, Postcards from far away (The Tea Room), Missing a Part (The Waiting Room G), Emily’s Room (Sweet and Bitter) – affiancando talune sperimentazioni sonore al piano.

“Sono infinite le stanze. Ma non ci pensiamo mai” prosegue Bosso “Sono così comuni nella nostra vita che le releghiamo ad essere vane chiamandole vani. Poi ci sono le stanze con un carattere. Le stanze della gioia o del dolore. E stanze in cui rifugiarsi e quelle in cui recludersi. Per ogni stanza che percorriamo apriremo una porta che ci porterà dentro e fuori da esse. Le stanze sono vuote o piene e siamo noi a deciderlo. Come se le nutrissimoLa mia mi ha insegnato che Chopin scrisse i suoi Preludi dopo che avevano bruciato la sua stanza a Mallorca, che Cage compose stanze, che Bach fu il primo compositore ufficiale di stanze. Lo sapevate che le canzoni prima si chiamavano stanze? Si, perché la stanza è anche una poesia. E poi che Orfeo entrò nelle stanze internali per fare il patto, che Rachmaninov si chiuse in una stanza e ne uscì suonando un brano di Sgambati e altro ancora. E poi ho imparato a inventare stanze da percorrere e mi ha dato la possibilità di scrivere queste 12 stanze nascoste, di costruirle. Mi ha fatto diventare oltre a compositore meteorologo, compositore pneumologo anche un Compositore carpentiere”.

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foto Cecchella

 

Quelle note, grazie alla maestrìa di ‪Goffredo Gibellini‬ – ingegnere del suono per la registrazione ia Gualtieri – e di Gianluca Porelli – tecnico del suono per la postproduzione – entrambi per lo studio di registrazione romano Digital Records, hanno preso forma d’onda seguendo le precise indicazioni del Maestro Bosso che nel testo del libretto interno del doppio cd scrive al suo pubblico “Ogni suono che sentirete è prodotto interamente dal pianoforte e le dinamiche sono state mantenute rispettando l’esecuzione, la postproduzione è stata minima e basata sul concetto di far avere all’ascoltatore l’esperienza di sentirsi quasi dentro il pianoforte, come fosse il pianoforte stesso una stanza in cui entrare.”

Il disco, prodotto per Incipit Records da EGEA Music, è ascoltabile sulla piattaforma Spotify, acquistabile sui principali store online (Amazon, ITunes, …) e disponibile nei negozi dal 6 novembre. L’Associazione Teatro Sociale di Gualtieri si sta organizzando per la vendita di dischi in loco.

Per maggiori informazioni consultare www.teatrosocialegualtieri.it

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