Alla scoperta delle imprese dell’Appennino reggiano

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Ha un’età media di 48 anni, nel 70% dei casi è diplomato, ha molta fiducia nei suoi colleghi ed è più soddisfatto del suo lavoro rispetto a chi esercita altre professioni o , anziché in Appennino, opera in altre parti d’Italia.

Sono questi alcuni tratti dell’identikit dell’imprenditore della montagna reggiana, così come emerge dall’ultima indagine dell’Osservatorio Appennino Reggiano della Camera di Commercio, dedicata proprio alle imprese montane, alle loro aspettative, alle condizioni in cui operano e alle loro previsioni circa la tenuta del sistema produttivo, al lavoro dei giovani, al futuro complessivo di queste aree.

Proprio questa ricerca – coordinata dal Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica di Piacenza e realizzata grazie alla mobilitazione di tanti studenti dell’Istituto Cattaneo-Dall’Aglio di Castelnovo ne’ Monti – sarà al centro della Quinta Conferenza dell’Appennino Reggiano promossa dall’Ente camerale ed in programma nel capoluogo montano sabato 21 novembre alle 9,00.

Ai lavori – che si terranno al Teatro Bismantova – interverranno, tra gli altri, il sindaco di Castelnovo ne’ Monti, Enrico Bini, il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi, la prof. Bianca Morani (docente, consulente dell’Osservatorio camerale), la preside del Cattaneo-Dall’Aglio, Paola Bacci, il direttore del Laboratorio di Economia Locale della Cattolica, Paolo Rizzi, il direttore del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, Giuseppe Vignali, la senatrice Leana Pignedoli e il responsabile dell’Osservatorio Appennino Reggiano, Giovanni Teneggi.

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Un ruolo di primo piano spetterà ad imprenditori locali e a studenti del Cattaneo-Dall’Aglio: i primi, con le loro testimonianze, arricchiranno ulteriormente gli esiti dell’indagine in presentazione, mentre gli studenti (ed è previsto anche un break musicale curato da ragazzi delle scuole locali) saranno direttamente in scena, insieme al prof. Rizzi, per illustrare i dati salienti dell’articolata analisi effettuata sul sistema imprenditoriale montano, costituito da 5.007 imprese concentrate per il 67,2% nell’agricoltura (26,3%), nell’edilizia (21,9%) e nel commercio (19%) e per un quarto insediate nel comune capoluogo della montagna reggiana.

E proprio in questa concentrazione – che parla esplicitamente dell’influenza del contesto ambientale ed infrastrutturale sulle attività economiche – si registra una prima e netta differenza rispetto al resto del territorio provinciale: in agricoltura, ad esempio, si riscontra la presenza di oltre un quarto delle imprese montane, mentre il valore è meno della metà a livello provinciale (12,7%).

Al contrario, in campo industriale opera il 9% delle imprese dell’Appennino rispetto al 14,1% dell’intera provincia.

Situazioni abbastanza omogenee si riscontrano solo per l’edilizia (21,9% delle imprese montane e 23,9% di quelle della provincia), per il commercio all’ingrosso e al dettaglio (19% contro il 20,3%) e per i trasporti e il magazzinaggio di merci (3,9% contro il 3%), mentre la concentrazione è superiore in montagna per i servizi di alloggio e ristorazione (7,5% del totale imprese contro il 5,4%) e risulta inferiore per le attività immobiliari (2,9% contro il 6%) e il terziario avanzato (9,2% contro il 14,6% provinciale).

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