Reggio solidale con Parigi

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Piazza Prampolini davvero gremita, nel pomeriggio di domenica 15 novembre per la manifestazione di solidarietà al popolo francese e contro il terrorismo promossa da Provincia e Comune di Reggio Emilia, a cui hanno preso parte migliaia di cittadini, numerosi sindaci reggiani, sindacati, associazioni, rappresentanti delle comunità e autorità religiose islamiche, la diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. Erano presenti anche  il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi e il sindaco di Reggio Luca Vecchi.

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Al centro, con la fascia tricolore, il sindaco Luca Vecchi

 

“L’attacco alla Francia è un attacco alla civiltà, alla democrazia, a quei valori su cui generazioni dopo generazioni abbiamo costruito le nostre comunità dal 1789 (anno della Rivoluzione francese, ndr). Quell’attacco è stato mosso dalla volontà di negare brutalmente il nostro modo di vivere, il nostro stare insieme, il nostro volere e riuscire a tenere insieme e a far dialogare diversità culturali e religiose. A questo fanatismo, che nulla ha a che fare con la religione e che nega quella civiltà di cui l’Europa è parte, serve opporsi, andando fino in fondo”.

 

“Le religioni – ha proseguito il sindaco Vecchi – non sono nate e non sono mai state strumenti di odio, di terrore, di distruzione e paura. Chi interpreta le religioni in questo modo, le stravolge a fini che nulla hanno a che fare con le religioni stesse. Fini che vogliono negare la civiltà e la democrazia.

“A questa situazione dobbiamo rispondere. Dobbiamo reagire continuando a vivere come abbiamo sempre vissuto: così si è sforzata di reagire l’Europa durante l’ultimo conflitto mondiale, e in questo modo riaffermiamo nella realtà dei nostri comportamenti i valori che altri vogliono cancellare con l’odio.

“Poi dobbiamo reagire distinguendo: non facciamo di tutta l’erba un fascio, dobbiamo distinguere chi, appartenendo ad altre culture e comunità, condivide i valori di pace, democrazia e libertà, da chi porta il terrore.

“La nostra risposta – ha proseguito il sindaco – deve essere nel segno dell’unità. L’Italia conosce bene queste situazioni, perché l’Italia democratica ha vissuto in un passato non lontano da noi la strategia della tensione portata dal terrorismo interno. Rispondemmo, e sconfiggemmo quel terrorismo, quella strategia della paura, con l’unità della nazione. Non è inseguendo un 3% in più di sperati consensi, in una maniera dunque tutta volta all’interesse di una parte, che si dà una risposta seria ed efficace alla soluzione di un problema così drammatico e internazionale.

“L’unità che dobbiamo perseguire oggi, oltre che nazionale, è internazionale, dei popoli democratici – ha concluso il sindaco di Reggio Emilia – Come avvenne nell’Europa della seconda guerra mondiale, i popoli democratici devono trovare il coraggio unitario, vero strumento che sconfigge la paura e quindi il terrore. Più di settanta anni fa, in Italia, in queste nostre terre, qualcuno decise che si doveva resistere alla tirannide, alla barbarie, e quella Resistenza ci ha ridato dignità e valori che ci consentono anche in questo momento di parlare e agire liberamente. Non lo abbiamo dimenticato. Perciò oggi diciamo che se ci sarà bisogno di resistere, noi resisteremo”.

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Giammaria Manghi

 

“Ho appreso delle stragi uscendo da teatro e come voi sto vivendo questo ore con grande inquietudine e angoscia per qualcosa che, come ha magistralmente sintetizzato ancora una volta Papa Francesco, non è umano – ha aggiunto il presidente Manghi – Siamo di fronte a una nuova guerra forse, certo a un conflitto diverso, combattuto con altri stili e altri modi rispetto al passato, e il tema è come reagire: innanzitutto rimanendo uniti, come comunità provinciale, nazionale e internazionale; tenendo alto il livello di guardia e prestando grande attenzione alla sicurezza, come anche in questa provincia si sta facendo; soprattutto non chiudendoci, ma essendo comunità vera e facendo sì che i principi di libertà, uguaglianza e fraternità restino al centro del nostro agire”.
Infine, riferendosi alla partecipazione della comunità islamica alla manifestazione di Reggio Emilia – “a quel bambino che ha sfilato insieme a noi con un cartello molto esplicito che diceva “Siamo mussulmani, non siamo né terroristi né bastardi” – il presidente Manghi ha parlato di “una testimonianza civile di vera condivisione importante: una disgiunzione inequivocabile nei comportamenti è fondamentale da parte di un popolo che deve camminare con noi perché l’integrazione si fa insieme”.
La manifestazione si è chiusa con un minuto di silenzio per le vittime degli attentati di Parigi.

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