Calcia i rigori chi ha il coraggio di tirarli

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Fare gol è la cosa più difficile del gioco del calcio. Un po’ come essere felice sembra essere la cosa più difficile della vita, soprattutto se guardiamo attorno a noi dopo i fatti di Parigi in cui l’odio ha spezzato le vite di molte persone.

Quante volte si gioca bene, si ha il controllo della partita ma non basta perché non si segna. Si torna a casa da scuola o dal lavoro stremati , ma non basta per sentirsi soddisfatti. O quante volte si pensa di non essere toccati dalle cose che riguardano il mondo e invece ci interessano da vicino perché noi siamo il mondo.

E davanti a questi fatti con che faccia ci presentiamo davanti ai nostri ragazzi? Loro che spesso ci appaiono così anonimi e “fuori dal mondo”. Aiutiamoli a saper cogliere il loro attimo. No, non quello fugace di sensazioni ed emozioni estemporanee, ma quello profondo e vero nel credere fino in fondo a ciò che si fa dando un sapore e un significato ad ogni gesto. Anche se i traguardi sono difficili da raggiungere, anche se gli obiettivi si centrano solo dopo tante traversie.

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Non permettiamo che questi ragazzi crescendo vengano sopraffatti dalle preoccupazioni della vita, schiacciati dalle responsabilità o addirittura che le delusioni addormentino la loro voglia di vivere, di sperare, imprigionati nel credere che la felicità non esista ma sia solo questione di attimi. La soluzione dei problemi non è vivere al massimo ed eccedere fuori da ogni controllo per una serata. Insegniamo loro a vivere a testa alta. A scegliere con coraggio la cosa giusta da fare.

Carpe diem ragazzi! Cogliete l’attimo, è il vostro momento. L’attimo per fare gol. L’attimo per mettere a sedere il portiere con una finta e insaccare a porta vuota. Ma soprattutto carpe diem per la vita di tutti i giorni: l’attimo per innamorarvi, per dare voce alle vostre passioni, ai vostri sogni. Sognare un mondo più buono è possibile, in cui tutti possano vivere senza paura, senza morti, senza terrorismo.

La vita è fatta di scelte: giusto o sbagliato che sia, bisogna scegliere. C’è da decidere se scaricare una palla o avventurarsi in un dribbling, se azzardare un tunnel o fare un passaggio all’indietro. Il compito di un professore, di un mister, di un genitore credo debba essere quella di favorire i ragazzi a prendere una decisione. Quante volte gli adulti decidono per i ragazzi! Quante volte da bordo campo o dalle tribune urliamo cosa bisogna o non bisogna fare. Ma così non li abitueremo mai a cercare nuovi orizzonti.  Quante volte è più comodo decidere di non decidere: fa meno male, dà meno pensieri. Comodo trincerarsi nell’indecisione o nascondersi dietro muri di cartapesta.

Non mi piace vedere i ragazzi affogare nella loro pigrizia mentale, quando davanti al portiere, anziché tirare, passano la palla. Di sicuro così non si sbaglia. Ma nemmeno si fa gol. In certi momenti bisogna mettersi alla prova, mai accontentarsi, bisogna tirare fuori il coraggio di essere attori protagonisti della propria vita. Favoriamo la loro voglia di cambiare per cercare strade nuove,  o stimolarli a vedere le cose sempre da angolazioni diverse e mai dallo stesso punto di vista.

Magari in questo modo possiamo sperare che le generazioni di domani possano fare del mondo un posto migliore.

Per commentare la rubrica scrivi a matteo.daolio@laliberta.info

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