Vincere per crescere, come in una coppia

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Quando si vince un torneo vedere i ragazzi euforici e scatenati a fine partita dà una bella sensazione. Ma ricordo che sette anni fa, tra i festeggiamenti, c’era una faccia triste, solcata da due lacrimoni: era quel ragazzo che non avevo fatto giocare perché ero convinto che senza lui in campo, noi avremmo vinto. Ero ancora agli inizi e vederlo piangere mi ha insegnato che i ragazzi valgono più di ogni vittoria. Avere la bella responsabilità di dirigere una squadra di calcio è un po’ come amare la tua donna.

Così come in un rapporto è il noi che deve prevalere sull’io. Allenare, un po’ come amare, significa avere un progetto di crescita comune. Con la tua squadra devi condividere obiettivi, ambizioni, gioie, ma anche dolori e difficoltà. Solamente remando insieme si può andare lontano. E non sono questi anche gli ingredienti di un rapporto d’amore? Parlare, confrontarsi, anche discutere.. io invito sempre i miei ragazzi a parlare, a dire ciò che pensano ma soprattutto a esprimere ciò che sentono. Hanno un patrimonio interiore inestimabile. Vedere quel ragazzino piangere è stato un po’ come tradire la mia  donna. Per questi ragazzi tu sei un riferimento, un mito. Non esitano affatto a darti la loro fiducia, a mettersi nelle tue mani. Un po’ come quando si ama una persona le si dona tutto di se stessi: “Tieni, ti metto la mia anima tra le mani, proteggila e custodiscila, io mi fido”.

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A maggior ragione coi ragazzini bisogna stare più attenti, loro si danno completamente senza se e senza ma, non sono ancora corrotti dal mondo. Si tradisce quando l’io viene prima del noi, quando non vincere mai è frustrante. E in quella partita, sette anni fa, ho pensato solo a me. Capita di sbagliare. Capita anche di doversi rapportare con una persona delusa dal tuo comportamento. Capita pure di convivere e lottare col proprio senso di colpa. Troppo spesso ci si dimentica di frasi come “Mi sono sbagliato” o di avere il coraggio di dire: “Perdonami”. Quante volte abbiamo il pudore di dire a chi ci sta vicino “Ho bisogno di te”. Troppo spesso dimentichiamo cosa sia la gratitudine: verso gli altri e verso i (tuoi) giocatori.

Rinnovarsi nella normalità, è la vera svolta: preparare ogni settimana un allenamento nuovo per tenere i tuoi ragazzi vivi, interessati, appassionati. La passione è fondamentale nel calcio, figuriamoci in un rapporto di coppia. Lo spirito di squadra e la comunione d‘intenti fanno sì che venti giocatori diventino un coro ad una sola voce, in cui, armoniosamente, ognuno suona il proprio strumento dando vita a quel grande spettacolo che è una partita di calcio. Così vale per due persone che si amano: l’armonia alla base di una condivisione e il portare assieme il peso delle responsabilità danno vita a quello spettacolo chiamato amore. Ognuno con le sue qualità, le sue individualità deve arricchire i compagni di squadra o la persona che ha di fianco rinunciando a un pezzettino del proprio io. I grandi campioni fanno la differenza quando si mettono al servizio della squadra. Le vittorie fuori e dentro al campo è così che arrivano: tra alti e bassi, tra sacrifici e difficoltà, tra gioie e soddisfazioni: è solo insieme che si va verso il futuro. Non sono come quei “colleghi” che pur di vincere per farsi il curriculum vanno a casa dei giocatori di un’altra squadra (guarda caso i più bravi) a convincerli a cambiare perché da loro si vince. L’abilità non è tanto convincere un adolescente (quale adolescente non andrebbe!?!), quanto quella di infinocchiare, senza tanta fatica, quei padri di cui parlavo nella puntata precedente, che troppo spesso sordamente non hanno il coraggio di condividere un progetto, ma credono che vincere sia sufficiente.

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