Un cantico, una sfida

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Giovedì 5 novembre alle 21 la nostra Diocesi organizza all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia una serata di riflessione e di scambio sull’Enciclica di papa Francesco (si vedano il programma e l’articolo di Chiara Franco a pagina 13).
L’hanno chiamata l’enciclica verde, l’enciclica ecologica, perfino l’enciclica no global.
Papa Francesco considera la sua “prolungata riflessione, gioiosa e drammatica insieme” (LS, n. 246) sulla cura della casa comune, un’Enciclica sociale, in continuità con il Magistero della Chiesa. In effetti, riguarda la relazione tra gli esseri umani, tra quanti si comportano da padroni e quanti ne sono vittime e che, impoveriti, diventano “scarti” umiliati e offesi. E la terra, il pianeta terra, madre e sorella, ne condivide la sorte. Con essi soffre, geme, protesta. Il Papa se ne fa interprete e portavoce, ricordando “ad ogni persona di questo mondo” che “un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri” (n. 49). PRIMAPAGINA_31ott2015Il mondo oggi è attraversato da varie crisi strutturali, da quella dello sviluppo sostenibile del pianeta a quella della convivenza sociale e a quella dei cambiamenti climatici. In realtà, sostiene il Papa, “non c’è che una sola e complessa crisi socio-ambientale” (n. 139).
Alla radice della crisi c’è un sistema di vita irresponsabile e una cultura di egoismo indifferente: “siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiare la terra… Mai abbiamo maltrattato e offeso la nostra casa comune come negli ultimi due secoli. Purtroppo molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri… C’è una generale indifferenza di fronte a tante tragedie” (n. 25).
Per scuotere il mondo, “ogni persona di questo mondo”, il Papa pone alcune domande a partire dai più piccoli e dal loro futuro: “Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che ora stanno crescendo?… Per quale fine ci troviamo in questa vita? Per quale scopo lavoriamo e lottiamo?” (n. 160). Sono domande pesanti che riguardano non solo l’ambiente, ma il senso stesso dell’esistenza e i valori che stanno alla base della vita sociale.
Le direttrici per la soluzione dei gravi problemi richiedono una risposta seria a tali interrogativi e un approccio globale per combattere la povertà, restituire la dignità agli esclusi e prendersi cura della natura. Il cuore dell’Enciclica sta proprio qui, nella “conversione ecologica integrale” da parte di tutti, un vero cambiamento di rotta dell’intera umanità.
Papa Francesco, ispirandosi al santo d’Assisi, ha espressioni mistiche, profetiche, da pellegrino. Richiamando l’insegnamento di papa Benedetto (CV, n. 6), invita tutti ad accostarsi al libro della creazione e della natura, “libro uno e indivisibile”, libro stupendo scritto da Dio, libro che tutti possono aprire, leggere e continuare a scrivere, libro dove si tocca con mano che tutto è connesso e che tutti sono responsabili, capaci di malvagità ma anche di positività e bellezza.
Contro ogni sciagurata forma di “divinizzazione” del sistema tecnologico ed economico mondiale, funzionale solo al profitto di pochi, capace di risolvere un problema e di crearne altri ancora più gravi, il Papa invita a coltivare il futuro con progressiva, decisa, “generosa, dignitosa creatività quotidiana, che mostra il meglio dell’essere umano” (n. 211). “Le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia… Lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta già avvenendo periodicamente in diverse regioni” (n. 161). “Eppure, non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi. Sono capaci di guardare a sé stessi con onestà, di far emergere il proprio disgusto e di intraprendere nuove strade verso la vera libertà” (n. 205).
Giovedì 5 novembre, alle ore 21, nell’Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia (via Allegri 9), siamo invitati all’incontro “LAUDATO SI’… una Lettera per tutti”: il vescovo Massimo e monsignor Mario Toso, vescovo di Faenza, insieme alla professoressa Carla Maria Ruffini (Comitato Acqua Bene Comune – Reggio) e a Marco Boschini (coordinatore Associazione nazionale Comuni Virtuosi) ci aiuteranno a cogliere in profondità la portata dell’Enciclica, la “sostenibilità” delle sue proposte, l’imprescindibilità delle sue sfide, in particolare quelle riguardanti l’acqua e i rifiuti. Come diceva san Francesco: “Cominciate a fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”.

Emanuele Benatti

 

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