Santi e morti, ragioni di FESTA

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C’è ancora spazio per un (gioioso) ragionamento cristiano sulla morte e sulla vita eterna, nei giorni in cui l’enfasi mediatica e le vetrine dei negozi pompano negli occhi e nella mente degli spettatori la paccottiglia horror di Halloween?
Certo che c’è: tenendo lo sguardo in alto, senza generalizzare con le demonizzazioni e, soprattutto, cogliendo il senso di festa dei giorni che abbiamo davanti: 31 ottobre, 1 e 2 novembre.
Il primo passo da fare è un viaggio a ritroso nel tempo – un percorso che, forse, può interessare ancora gli studenti, sempre affascinati dalle mode, meno dalla loro origine – con epicentro in quel crogiolo di culture, popoli e tradizioni che chiamiamo Medioevo.
Va anzitutto ricordato che fu papa Gregorio III, negli anni fra il 731 e il 741, a stabilire che ogni 1° novembre si festeggiasse l’anniversario della dedicazione della cappella di San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”.

Continua a leggere l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 31 ottobre

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