Benaglia: la mia esperienza fra i piccoli pazienti di Haiti

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Nel centro pediatrico guidato da padre Richard Frechette

Nell’estate 2014 ha fatto parte del “Team 22”, la squadra di volontari impegnati sulla nave “San Giusto” – l’ammiraglia della flotta dell’Operazione “Mare Nostrum” – al fianco dell’equipaggio e dello staff medico della Marina Militare italiana, contribuendo a fornire primo soccorso e cure ai tanti sventurati in arrivo dal Nordafrica, spesso alla deriva su barconi e carrette del mare… Ma questa è solo una delle numerose iniziative umanitarie a cui Giorgio Benaglia, stimato pediatra guastallese, nel corso della sua vita e carriera di medico ha preso parte, e non solo durante l’esercizio della professione (ha trascorso 25 anni nelle corsie del reparto di Pediatria all’Ospedale “Maggiore” di Parma, poi è stato Primario a Guastalla dal 2001 al 2008).
E anche al ritiro dall’attività, col raggiungimento della pensione, non ha smesso di coinvolgersi in progetti di volontariato di questo tipo, mettendo la propria professionalità e le proprie conoscenze a servizio degli altri.
L’ultima esperienza in ordine di tempo – dopo che a metà anni Ottanta era andato in Mali, quindi in Albania e Somalia (con la Caritas di Parma, nel 1992), in Rwanda, in Etiopia, in Madagascar e a Baghdad, in Iraq – è stata Haiti, piccolo Paese del Mar del Caraibi, il più povero delle Americhe, con una superficie di poco più estesa rispetto a quelle delle “nostre” Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana. Un luogo noto ai più per il sisma che lo funestò nel 2010, cui fece seguito una grave epidemia di colera che solo oggi sta iniziando a ritirarsi.

Leggi tutto l’articolo di Matteo Gelmini su La Libertà del 24 ottobre

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