Ascolto, servizio, comunione

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Una Chiesa che “cammina insieme”… Una Chiesa che si fa prossima e ascolta… Una Chiesa in cui “l’unica autorità è l’autorità del servizio”… Una Chiesa che fa proprie, con affettuosa condivisione, le gioie e le speranze, i dolori e le angosce della famiglia umana…
La commemorazione del 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi, sabato scorso in Vaticano, ha rilanciato l’importanza del cammino sinodale – del “camminare insieme” – consegnando l’immagine di una realtà ecclesiale viva e differenziata, non in lotta al suo interno, come in tanti vorrebbero far credere, ma in ascolto delle istanze del mondo – in questo momento sulla famiglia – pronta a rispondere con il Vangelo.PRIMAPAGINAnro24OTT2015“Il cammino della sinodalità – ha detto, tra l’altro, papa Francesco intervenendo alla celebrazione – è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio”. Ed ha aggiunto: “Quello che il Signore ci chiede, in un certo senso, è già tutto contenuto nella parola ‘Sinodo’. Camminare insieme – laici, pastori, vescovo di Roma – è un concetto facile da esprimere a parole, ma non così facile da mettere in pratica”. Poche parole che, con nettezza, guardano in faccia la realtà evidenziando ricchezze e difficoltà di un procedere insieme. Proprio per questo Francesco ha dipinto, potremmo dire, i contorni della sinodalità: ascolto, servizio, comunione.
Ascolto, anzitutto. “Una Chiesa sinodale – ha ricordato il Papa – è una Chiesa dell’ascolto, nella consapevolezza che ascoltare ‘è più che sentire’. È un ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosa da imparare”. Ritornano alla mente gli “atteggiamenti di fratelli nel Signore” indicati da Francesco ai padri sinodali all’inizio del Sinodo del 2014: “Parlare con parresia e ascoltare con umiltà”. Aprirsi all’ascolto è una scelta di metodo e di campo. L’ascolto, infatti, è fonte di relazioni vere, sempre nuove e diverse. In queste relazioni, che diventano incontro con gli altri, si sviluppa un dialogo autentico, leggero, libero.
C’è, poi, il servizio. “Per i discepoli di Gesù – ha affermato Francesco -, ieri oggi e sempre, l’unica autorità è l’autorità del servizio, l’unico potere è il potere della croce, secondo le parole del Maestro: ‘Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo’ (Mt 20,25-27). Tra voi non sarà così: in quest’espressione raggiungiamo il cuore stesso del mistero della Chiesa – ‘tra voi non sarà così’ – e riceviamo la luce necessaria per comprendere il servizio gerarchico”. Anche quello del successore di Pietro.
Infine, la comunione. “Il Sinodo dei vescovi – ha sottolineato papa Francesco – è solo la più evidente manifestazione di un dinamismo di comunione che ispira tutte le decisioni ecclesiali”. La forma d’esistenza della Chiesa è segnata dalla comunione. Se ciò viene preso sul serio, allora questa realtà profonda e originaria deve manifestarsi nella vita d’ogni comunità ecclesiale e deve funzionare come norma di vita. La comunione, in effetti, non è un aspetto parziale della Chiesa, ma è una sua dimensione costitutiva.
Tre parole-chiave, dunque, per “camminare insieme”. Ma anche per un’attenta verifica: quanto ascoltiamo gli altri? Siamo in grado di servire? Viviamo e siamo comunione? Le risposte di ciascuno di noi (Chiesa – popolo di Dio) determinano “il cammino della sinodalità”.

Vincenzo Corrado

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