Il Coro Vocilassù festeggia i vent’anni di attività

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Vent’anni un pezzo di vita per i coristi di tre province che cantano in un unico coro. Da festeggiare con una serata musicale d’eccezione e la presentazione del nuovo album. E’ la piccola grande storia del Coro Vocilassù di Toano, diretto dal maestro e musicista Armando Saielli, che, sabato 24 ottobre alle ore 21 al Palaforum di Cavola di Toano (ingresso libero) festeggerà così le nozze di cristallo per questo gruppo fondato nel gennaio del 1995 a cospetto della Pieve di Santa Maria in Castello e ‘da una costola’ del primo coro sorto in Appennino, il Valdolo. Il nome Vocilassù fu una felice intuizione di Bepi De Marzi, autore del notissimo brano di Signore delle Cime.

Canto alla vita – spiega Armando Saielli – prende il titolo dall’apertura del primo brano del nostro album realizzato col patrocinio e il contributo del Comune di Toano. Un’opera che include alcuni grandi classi della tradizione popolare del nostro Appennino (come Cimitero di Santa Liberata, definito l’inno di Toano), ma che presenta soprattutto un nuovo percorso fatto della collaborazione con artisti di fama, come Renato Borghi, autore del brano d’apertura, ma anche mette a frutto il lavoro di nostri coristi, come Ubaldo Montruccoli, per ricavarne nuove sonorità e storie di vita contemporanea, come quella dell’ultimo pastore che ancora sale sul Cusna”.

Ecco, anche, motivato l’inserimento del pianoforte in alcuni brani – spicca tra gli altri lo strumentale Ndormenzete Popin nel ricordare anche i 20 anni dalla morte di Arturo Benedetti Michelangeli -, suonato dallo stesso Armando Saielli, ma pure la collaborazione con E’ Filò, uno dei migliori gruppi di ricerca etnomusicale attivo nell’Appennino modenese che completerà la serata del 24 ottobre, assieme a Renato Borghi e che sarà presentata da Paola Belli.

“Il nostro sforzo – spiega Franco Quaretti, presidente – è quello di guardare avanti e cercare di incontrare nuove forme di espressione, per dare nel nostro piccolo un contributo al mondo del canto corale che oggi sconta molte difficoltà e modesta considerazione. Eppure il canto è una ricchezza della nostra terra per quanto viviamo in un mondo popolato dai social media. Anzi, è l’invito che rivolgiamo alle nuove generazioni è di cantare con noi”.

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Coro Vocilassù

 

Nel coro operano i condirettori Gaetano Borgonovi e Antonio Pigozzi, presepista di calibro internazionale. Proprio per questo sono molteplici i momenti che hanno visto la vita del coro legati alla realtà locale, a sostegno di associazioni e persone in difficoltà, oltre al concorso nazionale vinto (trofeo “A. Lanterna” a Savignone nel 1999), ma anche al legame speciale con la “Via delle Fiabe” o i luoghi dei presepi in Germania, come quando a Oberstadion il Coro si è recato sulle tracce di un canto qui noto come Bambino Divino. Un brano, inserito nel nuovo album, riscoperto dallo scandianese Fedele Fantuzzi che si rifà a Ihr Kinderlein kommet tradizionale canto natalizio tedesco, scritto dal prete autore di opere religiose Christoph von Schmid intorno al 1798 a Oberstadion. Nel 2012 grande risalto ha avuto il Recital sull’Unità d’Italia proposto dallo stesso Vocilassù, mentre il 2015 ha visto il coro ha cantato e recitato in gregoriano nel film “In morte di Matilde di Canossa” edito dal Consorzio Conva e Madonna della Corte. Ha collaborato con direttori di fama, come il maestro Giovanni Veneri del quale, nel 2007, insieme ad altri quattro cori italiani e l’orchestra sinfonica “A. Toscanini”, ha interpretato il Magnificat sino a una recente esibizione con l’organista Carlo Benatti. Di recente Francesco Croci, presidente emerito del gruppo, in una trasmissione radiofonica condotta su Radionova da Doris Corsini ha ripercorso la nascita del gruppo“Quando nascemmo ci trovammo in pochi ma volevamo esplorare questa nuova strada che ha richiesto molto impegno e responsabilità”.

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