Giovani al «Pozzo»: al volto di Dio si risale partendo dal proprio nome

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L’itinerario vocazionale al 2° anno. Le parole del Vescovo

Sabato 26 settembre si è aperto il 2° anno del percorso “Il Pozzo di Giacobbe”, cammino di discernimento aperto a tutti i giovani dai 18 anni in su, ragazzi e ragazze, coppie di fidanzati o single, per educarsi a vivere la vita come vocazione ed essere aiutati a comprendere a quale strada si è chiamati. È una proposta del Servizio Diocesano Vocazioni, di cui è responsabile don Alessandro Ravazzini, che ha già registrato un’ottima accoglienza.
Riportiamo l’omelia pronunciata da monsignor Camisasca il 26 settembre alla ripartenza di questo itinerario, con un’ottantina di nuovi iscritti al primo anno.

Cari ragazzi e ragazze del Pozzo,
siete tantissimi, vi siete moltiplicati! Sono molto contento di potervi incontrare e di celebrare assieme a voi questa santa Messa che segna un nuovo inizio del vostro cammino. Vorrei ringraziare don Alessandro e don Daniele per la cura, l’affetto e l’attenzione con cui vi seguono e vi aiutano a camminare.
Fossero tutti profeti in Israele! dice Mosè nella prima lettura che abbiamo ascoltato. Anche Gesù nel Vangelo gli fa eco (Mc 9,38-48). La profezia è uno dei temi che le letture di questa domenica propongono alla nostra riflessione. Che cos’è la profezia? In che senso voi siete una profezia? Vorrei aiutarvi a entrare nel significato profondo di questa parola. La profezia implica qualcuno che la pronuncia e qualcuno che la riceve, per poter a sua volta portarla agli altri.

Continua a leggere l’omelia del Vescovo su La Libertà del 17 ottobre 

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