Evangelizzare per essere evangelizzati

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PRIMAPAGINA_20151010

La prima pagina de La Libertà del 10 ottobre

Ritorna puntuale il mese di ottobre, il “mese missionario”, con la Giornata Missionaria Mondiale, da celebrarsi in tutte le parrocchie, domenica 18 ottobre, in particolare in questo anno 50° dell’Enciclica “Ad gentes” del Beato Paolo VI.
è l’evento che ci sprona a pregare per tutto il mondo della missione, per ricordarci che la nostra Chiesa ha inviato laici, religiosi e preti a testimoniare il Vangelo ai fratelli di Brasile, Madagascar, India, Albania, Rwanda e Kosovo, in svariati modi.
è l’occasione per ringraziare con riconoscenza il Signore per i 50 anni di presenza missionaria diocesana in terra brasiliana.
è l’opportunità per ribadire che l’annuncio del regno appartiene ad ogni battezzato, ovunque si trovi, in virtù del suo battesimo; che non c’è differenza tra la missione in terre lontane o nel proprio territorio. Occasione per riscoprire la gioia di annunciare il Vangelo, e superare i rischi che il Papa denuncia nella “Evangelii gaudium”: “Si sviluppa negli operatori pastorali, al di là dello stile spirituale o della peculiare linea di pensiero che possono avere, un relativismo ancora più pericoloso di quello dottrinale. Ha a che fare con le scelte più profonde e sincere che determinano una forma di vita. Questo relativismo pratico consiste nell’agire come se Dio non esistesse, decidere come se i poveri non esistessero, sognare come se gli altri non esistessero, lavorare come se quanti non hanno ricevuto l’annuncio non esistessero. (…) Non lasciamoci rubare l’entusiasmo missionario!” (EG 80).
Quest’anno il messaggio diviene particolarmente propizio e utile, visto l’inizio delle unità pastorali in diocesi. Papa Francesco al Convegno Missionario nazionale di Sacrofano ci ha detto: “Cari fratelli e sorelle vi incoraggio a intensificare lo spirito missionario e l’entusiasmo della missione e a tenere alto nel vostro impegno nelle Diocesi, negli Istituti missionari, nelle Comunità, nei Movimenti e nelle Associazioni, lo spirito della Evangelii gaudium, senza scoraggiarsi nelle difficoltà, che non mancano mai e – sottolineo una cosa – cominciando dai bambini. Nella catechesi i bambini devono ricevere catechesi missionaria”.
Ed ha poi aggiunto: “I poveri sono anche i vostri evangelizzatori, perché vi indicano quelle periferie dove il Vangelo deve essere ancora proclamato e vissuto. Uscire è non rimanere indifferenti alla miseria, alla guerra, alla violenza delle nostre città, all’abbandono degli anziani, all’anonimato di tanta gente bisognosa e alla distanza dai piccoli. Uscire e non tollerare che nelle nostre città cristiane ci siano tanti bambini che non sappiano farsi il segno della croce. Questo è uscire”.
Dunque, evangelizzare per essere evangelizzati e annunciare così un Vangelo in modo più vivo e vero. è il circolo virtuoso in cui entrare per farsi coinvolgere dal dono del Vangelo. Per lasciarci penetrare dalla forza del Vangelo, lasciarci convertire.
Faccio mie le parole di padre Filippo Ivardi Ganapini dal Chad (pubblicheremo la sua riflessione la prossima settimana, ndr): “Lasciarsi ribaltare è lasciarsi spiazzare con il coraggio di cambiare noi stessi: stili di vita, relazioni, parole e gesti, scelte coraggiose che ci avvicinano a quelle di Gesù di Nazareth. è la missione che ti cambia dentro. Come quando ti accorgi che le persone vengono prima dei programmi, i volti prima delle idee, l’ascolto profondo prima della decisione, il cercare condivisione e consenso prima dell’orologio, il capire che chi ti circonda è soggetto dell’annuncio della Buona Notizia di Gesù e non soltanto oggetto”.
E, non ultima, è questa di ottobre l’occasione per offrire ai giovani un’opportunità, una provocazione, come papa Francesco scrive nel messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2015: “Mi rivolgo soprattutto ai giovani, che sono ancora capaci di testimonianze coraggiose e di imprese generose e a volte controcorrente: non lasciatevi rubare il sogno di una missione vera, di una sequela di Gesù che implichi il dono totale di sé”.

Romano Zanni

vicario episcopale per la Carità e le Missioni

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