«La Libertà» cambia casa

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PRIMAPAGINA03102015

La prima pagina de La Libertà del 3 ottobre

Dopo quarant’anni la redazione de La Libertà lascia il Seminario di viale Timavo. L’ala in cui operiamo viene chiusa, nel già annunciato piano di razionalizzazione degli edifici della Diocesi.
È una questione di assunzione di responsabilità, come ha detto l’architetto Emilia Lampanti presentando il 24 settembre (si veda alle pagine 10 e 11) i lavori di riorganizzazione e riqualificazione del quarto del complesso rimasto aperto per l’attività tipica del Seminario.
Un amplissimo edificio costruito nei primi anni 50 del Novecento da uno dei più quotati architetti e intellettuali cattolici del momento, un simbolo storico che ha esercitato un rilevante influsso sulla vita religiosa e culturale dell’intera città, segna inesorabilmente il passo di fronte alle vorticose trasformazioni della società e della Chiesa in Italia. Il ridimensionamento si è posto come una scelta certamente non indolore ma neppure rinviabile ulteriormente. Nessun dramma, quindi: il trasloco si è reso necessario per La Libertà come per diverse altre sedi di uffici pastorali.
Il nuovo indirizzo del Centro diocesano per le Comunicazioni sociali sarà via Vittorio Veneto 8/1, nel palazzo vescovile (invariati i recapiti 0522.452107 e redazione@laliberta.info).
Dal 1° ottobre lavoreremo provvisoriamente negli spazi della Curia, in attesa di prendere possesso dei locali rinnovati (lavori in corso), che ospiteranno la redazione, l’amministrazione e lo studio televisivo, quest’ultimo alloggiato fino a ieri nel seminterrato del Seminario.
Nel salutare definitivamente questi muri di cemento, con i luminosi corridoi affacciati sul verde così simili a un grande chiostro vetrato, un nodo in gola si sente, eccome.
Ma sfogliando gli annali del giornale diocesano ci si imbatte in altri cambi di domicilio: fu il compianto direttore monsignor Giancarlo Bellani, nel 1975, ad aprire un primo ufficio di redazione in viale Timavo, mentre il grosso del lavoro veniva ancora svolto a Guastalla, insieme a don Gianni Crotti. In precedenza, con il fondatore don Wilson Pignagnoli, La Libertà era stata di stanza a Reggio in piazza Scapinelli e prima ancora, dall’origine (1952) fino al 1961, nel vecchio quartier generale dell’Azione Cattolica in piazza Vallisneri.
Oggi ci spostiamo in Vescovado, convinti della bontà di questo posizionamento, che conferisce alla nostra testata giornalistica una maggiore visibilità e un collegamento più diretto con il vertice diocesano.
Partiamo verso questa nuova avventura fiduciosi del sostegno dei lettori (in ultima pagina alcune foto della riuscita cena per La Libertà della settimana scorsa) e consapevoli che se c’è un lavoro “mobile” per definizione è quello giornalistico.
Soprattutto, vogliamo sintonizzarci con una frase che il vescovo Massimo ha inserito anche nei nuovi Orientamenti diocesani per le unità pastorali: “Occorre rinascere dall’alto, chiedere allo Spirito di illuminare i nostri cuori e le nostre menti, tornare a innamorarci di Cristo. Amare Lui più che le forme attraverso cui abbiamo finora vissuto il rapporto con Lui”. Questo pensiero si addice certamente alle parrocchie, tutte più o meno in via di metamorfosi, ma vale benissimo anche per il nostro servizio alla Chiesa diocesana nel campo difficile e decisivo delle comunicazioni sociali.
Rimaniamo attaccati alla Causa, più che alla casa.

Edoardo Tincani

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