Insieme per illuminare il Sinodo sulla famiglia

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La Conferenza episcopale italiana ha proposto di celebrare, la vigilia del Sinodo, una notte della luce: tutte le diocesi sono invitate ad essere, la sera del 3 ottobre, in Piazza San Pietro per pregare con il Papa perché il Sinodo faccia risplendere in pienezza la luce di Dio sulle famiglie. La preghiera anche nelle comunità e l’invito ad accendere in ogni casa una candela e metterla sulla finestra.

Luce e tenebre: è la storia della salvezza e dell’eterna guerra tra bene e male; una battaglia che ha il bene come vincitore sicuro e definitivo, ma che, ciò nonostante, segna da sempre e per sempre la storia degli uomini. Fin dall’inizio, Dio “separò la luce dalle tenebre” (Gen 1,4). Dio creatore, che è la luce, si manifesta nel Verbo, come ricorda il Vangelo di Giovanni: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv1,9), e “la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta” (Gv1,5).

Tra i vari campi di questa “guerra”, oggi c’è la famiglia: è su di essa, centrale nel progetto di Dio e nella storia umana, che si combatte la battaglia tra luce e tenebre: la luce sta nel progetto di Dio che “creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi (Gen1,28). Le tenebre stanno in progetti di famiglia, che vorrebbero scalzare la creazione di Dio per sostituirvi una nuova umanità, nella quale non ci sono più maschio e femmina, ma “gender” vari, creati da ideologie non rispettose della verità della natura; progetti in cui non esiste più “la” famiglia, ma tante inedite famiglie, costituite non da maschio e femmina che generano secondo natura, ma da miscugli vari che i figli li fabbricano secondo progettualità tecnologiche non umane.

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Oltre a queste ideologie, a mettere in difficoltà la famiglia, ci sta la fragilità umana, che, oggi più che in tempi passati, vive la realtà della separazione, del divorzio; coloro che vivono nella propria carne queste difficili e tristi situazioni sono persone che soffrono, che vorrebbero sentirsi dalla Chiesa capite e aiutate ad affrontare la loro sofferenza: vorrebbero sentirsi pienamente cristiani, ammessi alla confessione e alla comunione eucaristica.

Sul tema della famiglia sarà centrato il Sinodo dei vescovi che avrà inizio domenica 4 ottobre, voluto da Papa Francesco per aiutare la Chiesa e rimettere sempre chiara nel mondo la luce della famiglia vera, naturale, secondo l’ordine della creazione, e per aiutare tutte le famiglie, a partire da quelle in difficoltà, a sentire forte l’amore di Dio che non rifiuta i suoi figli, nemmeno quando la loro vita esce dai canoni sicuri dell’unità del matrimonio e della famiglia.

Questo Sinodo – sul tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo” – acquista un significato particolarmente importante in riferimento alla storia della Chiesa: avviene a cinquant’anni dalla conclusione del Vaticano II e dall’istituzione del Sinodo dei vescovi, voluto dal Concilio stesso e dalla volontà di Papa Paolo VI di continuarne lo spirito, che è quello della “Gaudium et Spes”, manifesto della profonda solidarietà tra la Chiesa e l’umanità: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore”. Il Sinodo che sta per iniziare intende realizzare il progetto conciliare di condividere le sofferenze di tutti, in particolare di chi del matrimonio sperimenta non tanto le gioie, quanto le difficoltà e il fallimento.

Su tutto questo il Sinodo vuole rimettere in pienezza la luce di Cristo, la luce della creazione e della redenzione. Ad esprimere questa grande verità è significativa l’iniziativa della Conferenza episcopale italiana di celebrare, la vigilia del Sinodo, una notte della luce: tutte le diocesi sono invitate ad essere, la sera del 3 ottobre, in Piazza San Pietro per pregare con il Papa perché il Sinodo faccia risplendere in pienezza la luce di Dio sulle famiglie. Chi non potrà essere a Roma è invitato a pregare, in comunione con chi sarà in piazza San Pietro, in incontri comunitari e nella propria casa. E, affinché anche simbolicamente appaia che “la luce risplende nelle tenebre”, ecco l’invito ad accendere in ogni casa una candela e metterla sulla finestra. Il tema è quindi “Le famiglie illuminano il Sinodo”. Un gesto simbolico che si fa preghiera a Dio affinché aiuti la Chiesa a illuminare le famiglie, gettando la luce di Cristo su ognuna di esse, su coloro che si sposano o che al matrimonio si preparano, come su coloro che vivono la sofferenza della separazione. Per dire a tutti che Dio è amore, è luce che sconfigge le tenebre del peccato per trasformare il mondo con la sua misericordia.

Vincenzo Rini

Fonte: www.agensir.it

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