Numeri da record per “Piante e animali perduti”

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Piazze e vie gremite, visitatori da ogni parte d’Italia, bar e ristoranti con il tutto esaurito. A Guastalla (RE) Piante e animali perduti, la kermesse dedicata al mondo rurale e alla biodiversità, giunta alla XIX edizione, si conferma un evento particolarmente atteso e amato, per la capacità di avvicinare al tema della difesa della natura e dell’ambiente con diverse sfaccettature, così da abbracciare gli interessi e le curiosità di pubblici diversi. Per due giorni, sabato e domenica scorsi, Piante e animali perduti 2015 ha dato spazio ai grandi vivaisti italiani, presenti con varietà botaniche di grande bellezza, a razze di animali domestici o in via d’estinzione, all’enogastronomia d’eccellenza del territorio o di altre parti d’Italia con alcuni presidi Slow Food e all’artigianato italiano. Persone curiose e appassionate provenienti da tutta Italia e cittadini di ogni età hanno potuto inoltre assistere a laboratori, conferenze, convegni, scambiare informazioni difficilmente reperibili in altre manifestazioni e godere dell’ospitalità dei guastallesi. Guastalla è stata anche la sede ideale per l’intrattenimento per i più piccoli grazie a una serie di attività e al contatto con gli animali sia nel pratone dietro Palazzo Ducale che con gli asinelli.

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Nel complesso, sono state oltre 40mila le persone che, per due giorni hanno occupato pacificamente il centro di Guastalla. Inoltre l’edizione 2015 ha registrato il record nel numero degli espositori che ha superato i 500 se si considera anche il mercato del vintage.

La manifestazione – a cura di Vitaliano Biondi con l’Associazione guastallese gemellaggi ed eventi, il patrocinio del Comune di Guastalla, il supporto di Til quest’anno, accanto alle iniziative consolidate come il convegno di RARE, presentava anche significative novità.

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“Con Piante e animali perduti fin dalla prima edizione – afferma il curatore Vitaliano Biondi – ho voluto porre l’attenzione su temi allora del tutto trascurati come la salvaguardia ambientale e la tutela della biodiversità, il sostegno alle produzioni tipiche locali e la tutela del carattere identitario del paesaggio. Una delle novità più significative quest’anno – sottolinea il curatore – è stato l’ampliamento della manifestazione che ha interessato nuove aree della città: per la prima volta infatti il festival si è allargato fino a toccare piazza della Repubblica che ha ospitato numerosi stand e via San Ferdinando che è stata totalmente dedicata alle attività organizzate per i più piccoli con gli asinelli a cura di Aria Aperta di Massimo Montanari.”

Altre novità che hanno suscitato curiosità e ammirazione sono state la partecipazione di quattro paesaggiste Clare Littlewood, Barbara Negretti, Silvia Ghirelli, Elisa Tomat che hanno realizzato quattro giardini per razze di gallina cocincina nana, serama, chabo e moroseta e il Penelope, il salone delle antiche arti femminili che accanto ad associazioni locali vedeva la presenza della contessa Consolata Beraudo di Pralormo che dai primi anni ’90 si è dedicata alla riscoperta e il rilancio di un’antica arte decorativa piemontese, il ricamo Bandera, ricamo d’arredamento di origini seicentesche.

Infine un momento di particolare significato per i residenti  e i docenti è stata l’intitolazione a Mario Lodi della Scuola del Boscone, sede delle iniziative di riqualificazione e di educazione ambientale dei volontari della cooperativa Eden, guidata da Emilio Maestri, danneggiata dall’alluvione del novembre dello scorso anno e recuperata grazie al supporto di Neri Marcorè.

Gli organizzatori annunciano già le date della nuova edizione di Piante e animali perduti che si svolgerà il 24 e 25 settembre 2016.

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