Expo: l’Emilia Romagna e le nueve Aree MaB UNESCO

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Fino al  24 settembre a Expo “Settimana di protagonismo” della Regione Emilia-Romagna, Padiglione Italia, Piazzetta cardo nord-ovest.
Nel corso della settimana la Regione si presenterà al mondo con la sua agricoltura di qualità, i prodotti eccellenti, le imprese, la cultura, il turismo lungo la via Emilia, i borghi più belli, l’innovazione, le scuole, la musica, la solidarietà, la cooperazione internazionale…e tanto altro ancora.

La giornata di domenica 20 settembre ha visto il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano protagonista di alcuni appuntamenti importanti.
Il primo è stato la presentazione de ‘l’Alta Via dei Parchi: un progetto per Appennino Parco d’Europa’ dedicato al sentiero di crinale lungo oltre 500 Km che parte da Berceto (Parma) e raggiunge l’Alta Val Marecchia (Rimini) attraversando 5 parchi regionali, 2 parchi nazionali e 1 parco interregionale. Nel corso di questi ultimi anni sono state promosse azioni volte a valorizzare le attività economiche presenti lungo questo itinerario, soprattutto nel settore turistico. Le esperienze realizzate e le modalità di gestione del progetto Alta Via dei Parchi possono rappresentare un esempio per una nuova programmazione rivolta a tutte le aree protette dell’Appennino, secondo un modello di sviluppo fondato sui valori naturalistici. La dorsale appenninica è infatti una delle più importanti catene montuose d’Europa, sicuramente quella che contiene il maggior numero di aree protette e segnata da una straordinaria biodiversità e da significative testimonianze storico-culturali.

Ablondi

Franco Ablondi

A seguire la Regione Emilia Romagna ha presentato le due Riserve UNESCO appena istituite: l’Appennino Tosco  Emiliano e il Delta del Po tra Emilia-Romagna e Veneto. Due territori molto diversi, uno interessato da un Parco Nazionale a cavallo tra Emilia Romagna e Toscana, mentre il secondo centrato su due Parchi regionali. Territori, però, accomunati dal riconoscimento di una storica ed equilibrata relazione fra la comunità umana e gli ecosistemi naturali e, da quest’anno, ancora più impegnati a promuovere  la ricerca, la sperimentazione, la formazione, l’educazione e la conoscenza al fine di conservare la biodiversità e migliorare il benessere complessivo delle popolazioni residenti.

“La nostra azienda – spiega Ablondi – ha iniziato la produzione di Parmigiano Reggiano Biologico nel 2003, in modo autosufficiente grazie al foraggio garantito da 700 metri di terreno. I nostri capi vengono allevati secondo il disciplinare bio già dal 2001. La distribuzione del prodotto avviene tramite una rete di gruppi di acquisto solidale, sia in tutta Italia, sia all’estero. Dal mio punto di vista credo che le nostre montagne sia uno scrigno che va valorizzato. Mi capita spesso di sentirmi chiedere “dove sono le montagne a Parma?”. La MaB in questo senso è una carta importante che dobbiamo giocarci tutti insieme”.

Nei prossimi giorni i due appuntamenti più importanti organizzati dalla Regione a Expo sono la presentazione del progetto per la riduzione delle emissioni di gas serra da parte dei sistemi agricoli dell’Emilia-Romagna, il Climate Chang-ER; il 22 e 23 settembre  il forum internazionali per riflettere su alimentazione e sostenibilità delle risorse, il World Food Forum, progetto strategico della Regione, pensato per Expo ma che vivrà oltre l’esposizione universale.

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