Buon campionato a tutti!

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Settembre, tempo di campionato. Sono iniziati o stanno per iniziare tutti i campionati del settore giovanile. Campionato significa partita e partita significa vincere o perdere. Ora a scanso di equivoci o facili retoriche sul vincere, mi sento di dire che ogni volta che si gioca una partita si scende in campo per vincere. Sempre.

Poi esiste il modo di vincere ma soprattutto c’è modo e modo di dare peso e importanza alla parola vittoria. Vincere non è solo battere un avversario:  è crescere, è giocare bene, è imparare a misurarsi con se stessi e gli altri. E allora ecco che, al solito, la metafora calcio e vita cade a pennello: si vince ma soprattutto si PUÒ perdere sia fuori che dentro al campo.

Che si vinca o che si perda ciò che conta è la serenità per aver dato il massimo. La serenità fa la differenza in ambito sportivo, ma anche a scuola, al lavoro, a casa… Bisogna educare a vincere e a perdere. Ecco a cosa serve la partita: ad imparare a dare se stessi senza risparmiarsi. E se si perde non esistono alibi come l’arbitro, il terreno di gioco, le condizioni meteo etc… nella vita di tutti i giorni gli alibi non esistono. Si perde perché non si è giocato bene o più semplicemente  perché l’avversario è più forte. Capita.

campionato

Nella vita capita di perdere. E come! E in un mondo che ti vuole solo vincente, che pretende esclusivamente di vincere nel modo meno faticoso, se perdi (anche solo una partita di “pulcini”) se ne fa un dramma. Perdere… si perde solo quando si rinuncia a lottare, a difendere i propri ideali e le proprie aspirazioni. Si perde solo quando non si dà tutto ciò che si può dare per conquistare ciò a cui si tiene veramente. E se non lo si raggiunge? L’importante è non avere rimpianti, ma sapere in coscienza di avere fatto il massimo.

Guardate una partita di bimbi di sei anni e una di Allievi. I primi hanno la spensieratezza di chi, inconsciamente, ha fatto di tutto per vincere anche se ha perso ed esce dal campo sorridendo. Chiedete ad un Allievo quando perde una partita se si è divertito: volto serio, testa china… qualcuno mi può obiettare che la posta in palio e la responsabilità è nettamente diversa: per l’Allievo pesa di più. Ovviamente tutto è misurato in base all’età. Ma per entrambi vale lo stesso discorso: la serenità di averci provato in tutti i modi, di essersi presi la responsabilità di fare qualcosa di importante per provare a far vincere la propria squadra. Quanto pesa la parola responsabilità: a scuola, al lavoro… nei sentimenti, altro tasto “delicato” per gli adolescenti di oggi. Quanto fa paura perdere!  Allora cari genitori, cari addetti ai lavori, quando un ragazzo torna da una partita chiedetegli subito “Come avete giocato?” Spesso dalle sconfitte più cocenti nascono le occasioni per vincere le partite più impensabili.

Per commentare la rubrica scrivi a matteo.daolio@laliberta.info

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