Le reliquie di sant’Agostino da Ippona a Pavia

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Prima della collocazione nella chiesa di San Pietro in Ciel d’oro, la salma rimase oltre due secoli in Sardegna

Sant’Agostino, morto il 28 agosto 430, fu sepolto con straordinarie celebrazioni nella chiesa di Santo Stefano d’Ippona o Basilica della Pace. A Roma era papa Celestino I, con il quale Agostino aveva avuto una non breve corrispondenza. Si tramanda da Possidio, vescovo di Calama (ora sede titolare), presente alla morte dell’amico Agostino, che molti discepoli e vescovi assistettero al suo trapasso e insieme ne curarono la sepoltura, dopo avere offerto per il riposo dell’anima il sacrificio dell’Altare (Possidio, Vita S. Aurelii Augustini, capitolo XXXI). Ivi rimase quasi 56 anni, sino a quando per cura dei vescovi e d’innumerevoli fedeli, esiliati dall’iniquo re dei vandali Transamundo, e principalmente di san Fulgenzio, vescovo di Ruspa, il corpo fu trasferito in Sardegna, con alcune reliquie di altri santi, per sottrarlo a contaminazioni: ne gemma et thesaurus tantus ab immundis spiritibus pollueretur (tratto da “Fundamina et regulae omnium ordinum monasticorum et militarium”).

Leggi tutto l’articolo di Luigi Mignoli su La Libertà del 12 settembre

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