«Laudato si’» come agenda

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Serie di iniziative formative a partire da ottobre

Come si sa il 2015, in ambito civile, è l’Anno Internazionale del Suolo, nonché l’anno di scadenza dell’impegno sottoscritto nel settembre 2000 da tutti i 191 Stati membri dell’Onu, impegno riguardante gli Otto Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo.
Mi sembra impietoso anche solo elencare quegli obiettivi, globalmente, se non completamente, disattesi da tutti i Governi. Allora, tutti in piedi ad applaudire se stessi per la storica unanimità.
Oggi, forse, solo qualche discarica di sentenze politiche a cielo aperto, vergognose e penose foglie di fico capaci di mascherare la nudità e nullità delle reali convinzioni di governi e governanti.
L’Enciclica di papa Francesco, “riflessione gioiosa e drammatica insieme”(Laudato si’, n. 246), costituisce certamente la visione più credente e fiduciosa, ma anche la più pensante e severa dell’attuale situazione, quando invita ripetutamente a “cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso”, a confrontarsi in “dibattiti sinceri ed onesti”, a riconoscere “la grave responsabilità della politica internazionale e locale” (LS, n. 16), a considerare il degrado ambientale, il modello neoliberista e tecnologico di sviluppo, insieme alla cultura dello scarto e dello spreco, come veri e propri crimini contro l’umanità e contro Dio.

Leggi l’articolo integrale di Emanuele Benatti su La Libertà del 12 settembre

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