La composizione e il fascino dei numeri

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Eccoci alla seconda richiesta del nostro amico di Poviglio: una mia riflessione sulla composizione.

Chi tratta questo argomento nelle lezioni o corsi di fotografia, si butta a capofitto sulla questione della sezione aurea. Per molti è il rapporto di armonia fra le cose, che dovrebbe avere un valore numerico pari a 1,61803398874 ecc. ecc. Provo a spiegarlo con parole povere: abbiamo due segmenti A e B, il loro rapporto è uguale a quello che c’è fra A e A+B (che chiameremo C), non solo ma il rapporto che c’è sempre fra A e B è uguale anche a quello che c’è fra B e A-B. Questo rapporto è sempre del valore di 1,61803398874 (fig. 1).

SezioneAurea01

Figura 1

 

Se c’è fra di voi qualcuno che ha inteso quello che voglio dire, ha capito molto del fascino dei numeri, anche se quasi sempre i nostri insegnanti di matematica ce ne restituiscono solo la parte arida. Non mi credete! andate a vedervi qualcosa sulla successione di numeri di Fibonacci (matematico di Pisa, 1170-1240), oppure qualcosa sul quadrato e sul reciproco del nostro numero aureo. E ancora, gettate uno sguardo sui triangoli isosceli con angoli rispettivamente di 72°, 72°, 36° e 36°, 36°, 108°, vi divertirete un po’, spero!

Ora proviamo a fare un esercizio insieme e tentiamo di ricostruire su un foglio a quadretti, prego prendere carta a quadretti e penna, il rettangolo di Fibonacci in base alla nota successione (se non avete avuto la pazienza di andarvela a vedere, eccola:

1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21 ecc. ecc. dove il numero successivo è sempre la somma dei due numeri precedenti, per definizione i primi due sono = 1), esattamente come insegna la figura 2 e otterremo l’impianto per ricavare la spirale di Fibonacci (figura 3).

SezioneAurea02

Figura 2

 

SezioneAurea03

Figura 3

 

Il nostro numero aureo, indicato come φ o φ (la lettera greca phi), e le proporzioni di cui sopra, tutto era noto fin dall’antichità, rappresentando nel tempo per diversi filosofi ed artisti l’ideale dell’armonia e della bellezza nelle proporzioni fra le cose.

Dunque la composizione è solo una questione di proporzioni ed è esattamente questo che dobbiamo cercare quando scattiamo una fotografia. Allora vale la pena di mettersi a studiare la sezione aurea, con internet a disposizione, non sarà troppo difficile.

Un’altra parte dello studio dovrà riguardare la regola dei terzi, cioè dividere la nostra inquadratura, sia in orizzontale che in verticale, in tre parti uguali, ottenendo così 9 rettangoli che ci permetteranno di mettere un po’ d’ordine nella nostra fotografia.

Per onestà devo finire con una considerazione: uno dei fotografi più celebrati è sicuramente Robert Capa, al secolo Endre Ernö Friedmann (1913-1954), infatti cambiò il suo nome all’inizio della sua carriera di fotoreporter perché, diceva, lo avrebbe aiutato di più a vendere le fotografie, Capa, dicevo, non aveva neanche lontanamente un’idea di quello che ho scritto sopra, Nel suo libro autobiografico “Leggermente fuori fuoco”, di cui consiglio caldamente la lettura, ne dà una evidente testimonianza. Lui tutte le questioni sulla composizioni le aveva come patrimonio ereditario, le cose, gli oggetti e le persone gli andavano al posto giusto da sole mentre inquadrava le sue fotografie. Se andiamo a guardare una delle sue fotografie più famose, quella del miliziano caduto a Cordova, ci ritroviamo un bel po’ della spirale di Fibonacci.

Vale a dire che chi ce l’ha, ce l’ha e chi non ce l’ha deve studiare.

Alla prossima.

Per commentare la rubrica scrivi a giuseppemariacodazzi@laliberta.info

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