Reggio Emilia, città senza barriere

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Dopo la pausa estiva, ripartono le attività di “Reggio Emilia città senza barriere”, il progetto legato al mandato amministrativo 2014-2019 che ha lo scopo di ripensare la città attraverso azioni e attività finalizzate al superamento delle barriere fisiche e culturali delle persone con disabilità e delle categorie più fragili della comunità.

A partire dalla prima settimana di settembre sono infatti in programma nuovi incontri dei tavoli tematici “Mobilità”, “Barriere architettoniche”, “Le sfide” e “Disabilità come risorsa”. Nelle settimane successive verranno convocati gli altri cinque tavoli – “Formazione”, “Accoglienza”, “Educazione e percorsi di vita”, “Anima” e “Lavoro” – che compongono la struttura del progetto.

I nuovi incontri del progetto “Reggio Emilia senza barriere”, che da settembre è gestito da Farmacie comunali riunite, in qualità di ente di coordinamento e organizzazione, saranno seguiti nei mesi successivi dall’attivazione di altri progetti, sia architettonici sia culturali, che verranno presentati entro la fine di settembre.

Rabitti-Annalisa

Annalisa Rabitti

“Vorrei ringraziare tutte le persone impegnate in ‘Reggio Emilia Città senza Barriere’ – afferma Annalisa Rabitti, presidente di Farmacie comunali riunite – Un’esperienza partecipativa di questa portata ha bisogno di tempo per costruire una propria identità, dare i primi frutti e poi decollare. È un percorso complesso e faticoso perché implica la costruzione di relazioni, fare incontrare e a tratti scontare persone, esperienze, vissuto personale e professionale, al fine di creare, a poco a poco, una visione comune del presente e del futuro. Se un’iniziativa di questa portata funziona, credo che l’esito possa avere un effetto molto positivo per l’intera città: gli interventi progettati e realizzati verranno condivisi, capiti e porteranno ad accrescere senso di appartenenza, solidarietà e progresso sociale, valori che storicamente caratterizzano la nostra comunità”.

A “Reggio Emilia città senza barriere” partecipano in modo totalmente volontario circa duecento persone attive all’interno di istituzioni e organizzazioni del terzo settore. I tavoli di cui si compone il progetto, operativi dal gennaio 2015, hanno già prodotto o collaborato alla realizzazione di numerose iniziative al fine di offrire scenari, stimoli e una visione della città che tenga in considerazione il punto di vista e le necessità delle persone e dei cittadini.

“Questi primi otto mesi di lavoro – spiega Rabitti – sono stati davvero intensi e sono serviti alle persone impegnate nel progetto ad ascoltarsi, imparare a lavorare assieme, dare il via alle prime iniziative. Da gennaio a luglio i tavoli si sono incontrati 48 volte, coinvolgendo circa 200 persone che si sono così confrontate sul tema della disabilità, evidenziando problemi e proponendo soluzioni, e hanno co-progettato azioni. Credo che questo sia incredibile: in un momento di grande sfiducia e disaffezione dei cittadini verso la politica e le sue istituzioni, il fatto che qui a Reggio Emilia le persone dimostrino così tanto entusiasmo nel contribuire al miglioramento della qualità della vita delle persone più fragili, al cambiamento teso al bene comune e alla dimensione collettiva, per me è commovente”.

Tra le diverse iniziative organizzate nel progetto “Reggio Emilia senza barriere”, che spaziano nei diversi ambiti della vita quotidiana, dalla cultura alla progettazione degli spazi abitativi, vi è stata l’attivazione del progetto “Palestra di vita e di autonomia” – in collaborazione con “Fondazione Durante e Dopo di Noi”, Ausl e Asp Osea – che intende sperimentare all’interno del quartiere Rosta Nuova percorsi per favorire l’autosufficienza degli adulti diversamente abili e prepararli ad una vita che consenta la massima autonomia possibile.

A maggio, inoltre, sono stati organizzati due importati momenti di formazione: il seminario “Design for all – al servizio delle mutate esigenze sull’abitare”, in collaborazione con il Criba (18 maggio), ed il convegno “Questa legge handicappata” (22 maggio) curato da Laura Andrao, rivolto alle famiglie delle persone con disabilità con lo scopo di aiutare a districarsi nei meandri dei labirinti legali.

Le attività di “Reggio Emilia senza barriere” hanno inoltre visto la partecipazione della Biblioteca dell’istituto regionale per i ciechi “Giuseppe Garibaldi”, in collaborazione con la quale è stato organizzato il “Concorso nazionale del libro tattile”, un’occasione per la quale da tutta Italia sono stati inviati libri e piccoli capolavori di carta, stoffa e materiali vari, rivolti a bambini ciechi ed ipovedenti. In collaborazione con il Consorzio Mestieri e la cooperativa l’Ovile, inoltre, è stato realizzato un progetto di sensibilizzazione per stimolare l’applicazione dell’articolo 22 della legge regionale 17/2005, per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro a persone con gravi disabilità e/o disagio psichico.

È stata infine attivata una collaborazione con il cinema Rosebud, nell’ambito della quale il 16 settembre, alle ore 21, è stata organizzata la proiezione del film “Io sono Mateusz”, che racconta la vita e la storia di un ragazzo con una grave disabilità, ed il suo percorso complesso, doloroso ed emozionante per trovare una strategia comunicativa ed un nuovo rapporto con il mondo attorno. Un modo per conoscere e quindi sensibilizzare alla differenza.

“Persone, idee, proposte, voglia di fare – conclude Rabitti – E ora finalmente convegni, spettacoli, azioni e cose concrete, alcune già realizzate e tante altre pronte sulla linea di partenza, a cominciare dai 250 mila euro stanziati per le barriere architettoniche da utilizzare nei prossimi 12 mesi, rispetto ai quali il tavolo ‘Mobilità’ sta decidendo le priorità. Noi andiamo avanti».

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