Ritorno a Sologno dal Brasile: un riconoscimento a Domenica e Franco Sassi

Stampa articolo Stampa articolo

Negli anni 50 si sono trasferiti  a Niteroi in Brasile e lì vivono ancora oggi, ma Domenica e Franco Sassi hanno mantenuto un fortissimo legame con il loro borgo d’origine, Sologno, nell’alto Appennino reggiano. Un legame tanto forte  da trasmetterlo anche alle generazioni successive e da spingerli ad animare in Brasile, una vivace comunità di emigrati italiani, coltivando tradizioni e musica d’Appennino. A loro, giovedì 20 agosto alle ore 20, durante ‘la polentata’ di Sologno organizzata dalla Pro Loco, il Parco Nazionale, nell’ambito del progetto ‘Parco nel Mondo’ conferirà la ‘cittadinanza affettiva’ evidenziando il grande valore simbolico che la famiglia Sassi ha per Sologno. Solognopanoramadacastello

Un sentimento che hanno saputo condividere anche con il giovane nipote Victor, ‘ambasciatore’ del Parco Nazionale grazie alla sua partecipazione al progetto ‘Orizzonti Circolari’ (bando dedicato ai giovani che vogliono scoprire le loro origini nell’Appennino Tosco Emiliano) e che oggi frequenta un Master all’Università di Bologna. Sologno è un borgo segnato profondamente dai flussi di emigrazione, sia verso altre città d’Italia, che verso il Sud America. L’appartenenza al territorio è molto forte e ciò è stato evidente quando il borgo, con una raccolta di firme ha chiesto di entrare nel Parco Nazionale già precedentemente costituito.

Un piccolo paese che contavo oltre mille abitanti oggi arriva appena a un centinaio, ma d’estate e per le vacanze tante case tornano ad aprirsi, perché forte è il turismo di ritorno; un fenomeno tanto significativo da diventare un interessante modello economico per tutto l’Appennino. Anche per questo, Sologno è il paese con il maggior numero di cittadinanze affettive conferite nell’ambito del progetto Parco nel Mondo.

Pubblicato in Articoli, Slide, Società & Cultura