Cattedrale, don Nicelli per l’Assunta: la Chiesa attaccata poiché si prende cura dei disperati

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Il drago rosso – icona del male – descritto nell’Apocalisse è servito al Vicario generale don Alberto Nicelli, nell’omelia della solenne concelebrazione presieduta il giorno di ferragosto in Cattedrale a Reggio Emilia, per rappresentare le persecuzioni inflitte oggi all’umanità e alla Chiesa. “È il dramma che ora, anche in questo giorno, molti nostri fratelli stanno vivendo. Pensiamo ai Cristiani perseguitati per la loro fede in tante parti del mondo e pensiamo anche agli attacchi di questi giorni nei confronti della Chiesa che si prende cura dei disperati nel nome di Cristo”. E ha aggiunto: “In questo dramma noi riconosciamo i fatti della storia della Chiesa, di tutti i tempi, dei figli della Chiesa perseguitati perché cristiani, perché amanti della pace e della giustizia, perché servitori dell’uomo e di tutti gli uomini. È ancora una volta il drago che si scatena”.
Il progetto di Dio, ha continuato don Alberto, si riferisce invece ad un’umanità bella, anche se spesso si fa esperienza di una brutta, in cui è presente il male, talvolta violento e disumano. C’è il pericolo che invece di combatterlo con le armi evangeliche della pace e della giustizia, ci si abitui ad esso, non si reagisca nella convinzione che tanto esso vinca sempre. Un altro momento della celebrazione dell'Assunzione della B.V. Maria il 15 agosto a Reggio Emilia

“In realtà il male non è il più forte. Riconosciamo il male e lo combattiamo. Maria assunta in cielo è il segno dell’umanità che vince”. Quando si pensa al bene, non ci si riferisce ad un concetto astratto ma a scelte, decisioni e fatti concreti vissuti in una quotidianità ricca di umanità.
Commentando poi la visitazione di Maria alla cugina Elisabetta, il vicario generale ha evidenziato la rapidità di decisione e lo slancio della Madonna che non frappone indugi; ha un cuore generoso e sollecito nel portare aiuto: è l’immagine di una Chiesa attenta all’umanità, anche a quella povera, peccatrice, ma bisognosa di aiuto.
Certo Maria ha portato il suo aiuto concreto all’anziana cugina, ma prima di tutto ha portato la gioia dell’incontro con Gesù che fa sussultare di gioia anche Giovanni Battista. La fonte di tutto questo per Maria è in quel canto di lode che esce dalla sua bocca: è Dio che in lei ha fatto grandi cose. “La Chiesa oggi ci presenta la tomba vuota di Maria, immagine e richiamo di quella di Gesù, ricordandoci ancora una volta la vittoria della vita sulla morte e del bene sul male. Maria, figura e primizia della Chiesa, sia sempre più punto di riferimento del nostro gioioso e frettoloso camminare, nel compiere il bene e portare Cristo ai fratelli in attesa dell’incontro definitivo. A lei possiamo rivolgerci sicuri perché è madre nostra”.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAAl termine della liturgia l’applauso dei fedeli ha sottolineato gli auguri formulati dal parroco don Daniele Casini a don Gaetano Incerti (al centro mentre tiene in mano la stola gialla) per il suo 96° compleanno e il 70° di ordinazione presbiterale; accanto a lui era monsignor Pietro Iotti (sulla destra): assieme facevano un bel record: 188 anni di età e 139 di sacerdozio.
Gli addobbi floreali della Cattedrale erano stati curati da Gildo Ferrari.

Giuseppe Adriano Rossi

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