Papa Francesco scrive ai profughi in Giordania

Stampa articolo Stampa articolo

“Più volte ho voluto dare voce alle atroci, disumane e inspiegabili persecuzioni di chi in tante parti del mondo – e soprattutto tra i cristiani – è vittima del fanatismo e dell’intolleranza, spesso sotto gli occhi e nel silenzio di tutti. Sono i martiri di oggi, umiliati e discriminati per la loro fedeltà al Vangelo. Il mio ricordo, che si fa appello solidale, vuol essere il segno di una Chiesa che non dimentica e non abbandona i suoi figli esiliati a motivo della loro fede: sappiano che una preghiera quotidiana si innalza per loro, insieme alla riconoscenza per la testimonianza che ci offrono”.

Così inizia la lettera di Papa Francesco a mons. Maroun Elias Nimeh Lahham, vescovo ausiliare di Gerusalemme dei Latini e vicario patriarcale per la Giordania sulla drammatica situazione dei profughi cristiani; intendimento del Santo Padre è infatti di raggiungere con una parola di speranza quanti, oppressi dalla violenza, sono stati costretti ad abbandonare le loro case e la loro terra. Nella giurisdizione del vescovo Lahham, che nel novembre 2014 è stato a Reggio Emilia, vivono moltissimi profughi cattolici iracheni e siriani. Il vescovo Lahham è nato a Irbid, in Giordania, nel 1948.

Vescovo_Lahham

Vescovo Lahham

Ordinato sacerdote nel 1974, è stato parroco in Giordiania, quindi a Dubai. Rientrato ad Amman, è stato nominato parroco a Madaba; nel 1992 ha conseguito il dottorato in teologia pastorale presso la Pontificia Università Lateranense. Nel 2005 papa Benedetto XVI lo ha eletto vescovo di Tunisi; nel  2010 ha ricevuto il titolo di arcivescovo. Due anni dopo mons. Lahham è stato richiamato in Medio Oriente con l’incarico di vescovo ausiliare del patriarca latino di Gerusalemme e vicario patriarcale per la Giordania, con sede ad Amman. Latore della lettera a mons. Maroun Lahham, vescovo titolare di Madaba e che ha mantenuto la dignità di arcivescovo, è mons. Nunzio Galantino, segretario generale della CEI:

Scrive Bergoglio: “Il mio pensiero va anche alle Comunità che hanno saputo farsi carico di questi fratelli, evitando di volgere lo sguardo altrove. Voi annunciate la risurrezione di Cristo con la condivisione del dolore e l’aiuto solidale che prestate alle centinaia di migliaia di profughi; con il vostro chinarvi sulle loro sofferenze, che rischiano di soffocarne la speranza; con il vostro servizio di fraternità, che rischiara anche momenti tanto bui dell’esistenza. Il Signore vi ricompensi, come solo Lui può fare, con l’abbondanza dei suoi doni”.

Papa Francesco esprime poi l’augurio che l’opinione pubblica mondiale essere sempre più attenta, sensibile e partecipe davanti alle persecuzioni condotte nei confronti dei cristiani e, più in generale, delle minoranze religiose. “Rinnovo l’auspicio che la Comunità Internazionale non assista muta e inerte di fronte a tale inaccettabile crimine, che costituisce una preoccupante deriva dei diritti umani più essenziali e impedisce la ricchezza della convivenza tra i popoli, le culture e le fedi”.

gar

 

Pubblicato in Articoli, Slide, Società & Cultura Taggato con: , , , ,