Cina, Iran, Arabia Saudita e Pakistan: triste primato nelle esecuzioni capitali

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Anche nel 2014 e nei primi sei mesi del 2015 il boia non ha avuto sosta nel suo esecrabile lavoro: in diciotto mesi ben 5.805 sono state le esecuzioni capitali; lo documenta il Rapporto 2015 di “Nessuno tocchi Caino”, presentato venerdì 31 luglio.
Sul terribile podio dei primi Paesi che nel 2014 hanno compiuto più esecuzioni nel mondo figurano tre Paesi autoritari: Cina, ancora primatista mondiale (Stato con cui l’Italia fa affari in abbondanza), Iran e Arabia Saudita; i primi Paesi-boia del 2015 (al 30 giugno) risultano: Cina, Iran e Pakistan.
Va anche sottolineato che in occasione della presentazione del Rapporto – che ha coinciso con la festa di sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti – il premio “L’Abolizionista dell’Anno 2015”, promosso da “Nessuno tocchi Caino” quale riconoscimento alla personalità che più di ogni altra si è impegnata sul fronte dell’abolizione, è stato conferito quest’anno a papa Francesco.
Si legge nel Rapporto 2015 che l’evoluzione positiva verso l’abolizione della pena di morte, in atto nel mondo da oltre quindici anni, si è confermata nel 2014 e nei primi sei mesi del 2015. I Paesi o i territori che hanno deciso di abolirla per legge o in pratica sono oggi 161; quelli mantenitori sono scesi a 37, sempre al 30 giugno 2015.

Leggi tutto l’articolo di g.a. rossi su La Libertà dell’8 agosto

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