L’Appennino ha festeggiato Matilde

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“Matilde sarebbe stata contenta” sono le parole degli organizzatori della tre giorni di eventi che tra Carpineti e Collagna ha mosso oltre cinquecento persone alla riscoperta dei fasti dell’antica signora. Esattamente a poche ore, il 24 luglio 1115, dall’anniversario dei 900 anni dalla morte di Matilde di Canossa.

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Fuoco al Mito a Marola

“Nel convegno ‘Dalla forma di Dio a Matilde: nove secoli per l’Europa’ di Marola è emerso il vantaggio competitivo che paesaggio, prodotti, economia e persone del XXI secolo debbono a questa grande donna a 9 secoli dalla morte: la mappa del tesoro dei Canossa presentata ne è un tipico esempio” spiega Gabriele Arlotti, presidente del Conva, che assieme alla Pro Marola, alla Società d’Agraria, all’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Reggio Emilia e all’Associazione Amici di Matilde ha promosso l’iniziativa nell’ambito del progetto di marketing territoriale per il IX centenario.

“Grande stupore – commenta Umberto Beltrami, presidente del Consorzio Bibbiano La Culla – vedere di sabato sera alla spicciolata salire oltre duecento persone in religioso silenzio all’abbazia di Marola per scoprire i segreti della cottura a fuoco ma, anche, il legame tra Marola e Bibbiano e il primo formadìo”. L’indomani, nella giornata di domenica, è stato ricordato il legame tra Matilde e questi territori nella messa solenne celebrata all’abbazia da monsignor Giovanni Costi.

“L’ordalia di Nasseta – ‘il giudizio di Dio’ – conclude Ubaldo Montruccoli, regista – è quanto abbiamo messo in scena nell’antico livello del crinale dove, in un suggestivo contest realizzato dall’Arci di Acquabona e dall’Amministrazione comunale – Matilde ha incantato ‘pacificando e lodando il Creato’ forte di un gruppo di figuranti di oltre sessanta persone e un pubblico di duecento persone accorse in questa suggestiva scenografia al cospetto del Ventasso”. Da segnalare, una straordinaria interpretazione di Matilde, nella figura di Elisa Montruccoli, che ha consentito di ricostruire un inedito momento storico in cui la gran Contessa ha evitato un inutile spargimento di sangue a seguito dell’ordalia, forte dell’intervento di Arduino della Palude, Giuseppe Barozzi, e si suoi soldati.

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Ora l’appuntamento è per la due giorni di San Bendetto Po dove i figuranti dell’Appennino scenderanno per il clou degli eventi. Si inizierà venerdì 24 sul far della sera, celebrando la morte di Matilde in un evento di piazza che, promosso dall’Amministrazione comunale in collaborazione col Consorzio Conva e con testi di Clementina Santi, coinvolgerà i gruppi storici dei comuni reggiani (Canossa, Quattro Castella, Casina, Carpineti), che si uniranno a quelli mantovani di San Benedetto Po, Nuvolato di Quistello, Sacchetta di Sustinente e Gonzaga. Importanti le collaborazioni artistiche con il conservatorio di Mantova e il balletto della scuola Cosi – Stefanescu, il tutto con la regia di Ubaldo Montruccoli.

 

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