“Architettura: illuminati dalla luce”, Bedogni a Camaldoli

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Si è aperta domenica 19 luglio la settimana liturgico-pastorale organizzata dal Monastero di Camaldoli in collaborazione con l’Istituto di Liturgia Pastorale “S. Giustina” di Padova.

La Settimana Liturgica, che quest’anno porta il titolo “Diventare cristiani”, si propone di studiare quali siano le caratteristiche della iniziazione nella storia e nelle altre esperienze ecclesiali, senza dimenticare il ruolo dell’arte e concentrando la sua attenzione sul piano della celebrazione della Parola e del Sacramento, nella sua dimensione narrativa e rituale.

Fra i relatori invitati compare anche il nome dell’architetto reggiano Paolo Bedogni che mercoledì 22 luglio interverrà con un contributo intitolato “Architettura: illuminati dalla luce”. Con un percorso che incomincia dalle origini con la antica domus eccelesiae, attraverso esempi illustri quali il complesso della Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, passando per i progetti del Duomo di Arezzo, della Cappella di Notre-Dame du Haut a Ronchamp e della Sagrada Familia di Antoni Gaudì si affronterà il rapporto fra architettura e liturgia legate fra loro dall’azione simbolico-evocativa della luce quale elemento rivelatore del mondo fisico visibile e di quello spirituale invisibile.

Il battistero, il bema, l’altare e l’ambone seppur elementi autonomi e conclusi in sè, dopo le deliberazioni del Concilio Vaticano II, vengono concepiti come sistemi organici che si qualificano nello spazio liturgico dell’edificio. Crispino Valenziano nei suoi studi sull’architettura per la liturgia li definisce “eminenzialità” cioè “eccellenze costitutive e qualificanti dell’edificio liturgico tra loro inscindibilmente correlate”. Secondo Crispino Valenziano la luce è “prima fra le eminenzialità dell’edificio liturgico” nell’esaltazione dell’assemblea celebrante nei suoi movimenti rituali legati al dinamismo liturgico.

Sagrada-Familia

Sagrada Familia

L’intervento di Bedogni non dimentica infine di rendere omaggio alla attualità dell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco nella quale – tutti coinvolti nessuno escluso – si affrontano temi di fondamentale importanza: dalla tutela dell’ambiente mediante la cura del creato, alla riduzione del degrado urbano mediante una progettazione armonica degli spazi pubblici. “L’Eucaristia è anche fonte di luce e di motivazione per le nostre preoccupazioni per l’ambiente, e ci orienta ad essere custodi di tutto il creato” si legge nell’Enciclica. E ancora: “[…] in seno alla società fiorisce una innumerevole varietà di associazioni che intervengono a favore del bene comune, difendendo l’ambiente naturale e urbano. Per esempio, si preoccupano di un luogo pubblico (un edificio, una fontana, un monumento abbandonato, un paesaggio, una piazza), per proteggere, risanare, migliorare o abbellire qualcosa che è di tutti. Intorno a loro si sviluppano o si recuperano legami e sorge un nuovo tessuto sociale locale. Così una comunità si libera dall’indifferenza consumistica. Questo vuol dire anche coltivare un’identità comune, una storia che si conserva e si trasmette“.

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